Sicurezza
Bonifiche, Arpat: ecco le richieste sull’area Farmoplant
MASSA
«Per sapere quando partiranno le effettive attività di bonifica unitaria della falda Sin/Sir previste dall’Accordo di programma è necessario sentire la Regione Toscana, in quanto ente responsabile, e il soggetto attuatore (Sogesid Spa, società del ministero dell’Ambiente, ndc). Arpat non è a conoscenza di questa informazione. Stessa cosa per gli interventi di risanamento ambientale». Cosi l’Arpat ha risposto alle nostre domande inerenti l’inizio delle bonifiche vere e proprie del Sin/Sir apuano, i cui terreni e falde risultano ancora pesantemente inquinati da 50 anni di industria chimica selvaggia. Nei giorni scorsi anche l’assessore all’ambiente Veronica Ravagli aveva chiamato in causa Regione e Sogesid, società che dovrà attuare tali interventi, attaccandoli per i ritardi nelle bonifiche.
«Per ora -aveva scritto l’assessore- non abbiamo ricevuto niente. Né un progetto, né una convocazione ad un tavolo tecnico, niente di niente dalla Regione Toscana o da Sogesid. Ho atteso che l’emergenza sanitaria terminasse per iniziare a sollecitare gli enti preposti, ma nonostante i miei uffici abbiano chiesto piu’ volte, ancora non si è mosso niente». Ecco le altre domande che abbiamo rivolto all’Arpat e le risposte forniteci dall’Agenzia.
Era stato annunciato che le ultime due campagne di indagini effettuate per conto della Sogesid nella falda Sin/Sir sarebbero state così precise da consentire di risalire con assoluta certezza a quelle che furono le aziende chimiche responsabili della contaminazione del nostro territorio. Sarà dunque possibile, una volta individuate, chiamare queste ditte o le società loro eredi a rispondere in sede giudiziaria di tali comportamenti?
«Lo studio Sogesid non aveva quella finalità. Sogesid si è limitata a descrivere la situazione attuale, senza riferimento al passato. Per andare in quella direzione Sogesid avrebbe dovuto fare una interpretazione dei dati in tal senso, ma nel documento non c’è».
A che punto è l'iter di bonifica dell'area Sin dell'ex Montedison/Farmoplant?
«L'area ex Farmoplant è stata certificata (avvenuta bonifica dell'intero sito) con destinazione d'uso industriale tramite decreto della Regione Toscana n. 3785 del 1995, con alcune prescrizioni. Successivamente, durante il riutilizzo nella fase di reindustrializzazione (lottizzazione dell’area e vendita a soggetti terzi), Arpat, durante i controlli post opera, ha comunicato puntualmente i rinvenimenti di materiali sospetti emersi durante gli scavi. Il ministero dell’Ambiente negli anni ha portato nelle varie conferenze dei servizi lo sviluppo istruttorio dei rinvenimenti segnalati da Arpat, formulando richieste agli attuali proprietari ed a Montedison, richiedendo una nuova caratterizzazione, l'adozione di messa in sicurezza d’emergenza e presentazione di progetti di bonifiche suolo e falda, rimettendo di fatto in discussione la certificazione regionale. Tali provvedimenti in parte sono stati attuati ed altri sono stati impugnati».
Corrisponde a verità la notizia che su parte dell'area ex Farmoplant (lotto 3), ad oggi, non è mai stato effettuato un piano di caratterizzazione vero e proprio?
«Il lotto 3 è una minima parte dell'area ex Farmoplant (22.000 mq rispetto a 550.000 mq). Tale lotto è stato oggetto di indagini puntuali ed attivazione diretta di messa in sicurezza d’emergenza, con rimozione di materiale e smaltimento. Non c'è stata un’approvazione formale di caratterizzazione, ma un’attività diretta di risanamento. Adesso si sta cercando di mettere insieme le varie indagini fatte negli anni (che costituiscono globalmente un’indagine capillare del lotto) in sostituzione della caratterizzazione, in modo da chiudere il procedimento in corso da quasi 20 anni». —
DAVID CHIAPPUELLA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
