Sicurezza
Tari, aumenti per i piccoli ma anche per Porto e Pignone
carrara
Il punto sulla Tari, la tassa rifiuti. Per attività e utenze domestiche si va verso una lieve diminuzione anche se all'orizzonte c'è un'eccezione curiosa: a pagare di più – non parliamo di cifre clamorose, assicurano gli uffici – saranno le utenze domestiche inferiori ai 70 metri quadrati. «Ovviamente non c'è discrezionalità da parte nostra, sono effetti del nuovo metodo di calcolo e dell'utilizzo dei coefficienti», spiega Daniele Del Nero, presidente della commissione bilancio chiamata in queste ore a votare il parere sulla delibera sulle tariffe Tari pronta per il consiglio comunale. Il compito di dettagliare il regolamento a fare il paio con le tariffe spetta ai tecnici di palazzo civico che sono partiti da quei 14,4 milioni di euro annuali che il Comune trova sotto la “voce” Tari; 600mila euro, invece, il gettito mancante per via dei periodi di lockdown delle attività. Si arriva nella relazione a un aumento dei costi per il 2020, rispetto all'anno precedente, di 279mila euro che però non si tradurrà in un aumento nel pagamento della Tari. Come lo spiegano direttamente i tecnici con il presidente Del Nero: «È cresciuta anche la disponibilità della base imponibile tramite accertamenti, il nuovo metodo di classificazione e di calcolo e sostanzialmente per molte utenze ci sarà una diminuzione». L'aumento in termini di utenze si aggira a quota 368, mentre la base imponibile si è “allargata” di oltre 130 mila metri quadrati con buona parte della metratura che va a Porto Spa e Nuovo Pignone che tradotta in introiti significa, stimano gli uffici, una cifra vicina a 180mila euro in più. E così le utenze domestiche e non potrebbero non avere in via generica, in media, un aumento, anzi si è possibile che ci sia una diminuzione, tranne per quelle utenze domestiche che non superano i 70 metri quadrati. Sul fronte regolamento Tari, invece, le agevolazioni previste rimangono intatte dall'anno precedente. Tra le novità spicca però la modalità d'accesso alle esenzioni che avverrà soltanto tramite Isee. Altro tema al centro della seduta il consuntivo del 2019 che arriva dalla casa di riposo comunale Regina Elena; un bilancio «che dimostra la bontà del lavoro con un utile da 2 mila euro», annunciano il presidente del cda Giuseppe Simone Profili e il direttore uscente Francesco Fariello. Un 2019 positivo per i vertici e che porterà anche in “eredità” il nuovo mezzo che sarà presentato a fine luglio, al netto di qualche progetto ancora in sospeso. Ma all'orizzonte c'è un 2020 che preoccupa. «Doveva essere l'anno di vari progetti – commentano –, però il bilancio previsionale del 2020 si preannuncia come disastroso a causa del Covid-19. I costi sono aumentati: pensiamo alle 9 persone in più assunte per l'emergenza, alla sanificazione, ai dispositivi di protezione individuale. Le presenze però sono crollate: un meno 10 per cento che per noi significa tantissimo, con il centro diurno chiuso dal 6 marzo». —l.b.
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