Il Tirreno

Salgono a undici i componenti delle commissioni

Ivan Zambelli
Salgono a undici i componenti delle commissioni

Schermaglie tra maggioranza e opposizione su vari temi Passano le mozioni “dimissioni di Azzolina” e caso Cup 

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Massa

Un Consiglio comunale lungo e a tratti turbolento, tanto da durare più di sette ore e mezzo. Non sono mancati attriti, come quelli intercorsi tra Luana Mencarelli (M5S) e Antonio Cofrancesco (Gruppo Misto), che alla contestazione del lessico usato dal consigliere si è sentita dare della «maestrina», o tra Alessandro Volpi (Pd) e Luca Guadagnucci (Lega), perché quest’ultimo dava dei «dinosauri» ai colleghi che non riuscivano a votare con la nuova modalità elettronica. E ci sono state accuse di strumentalizzare gli argomenti per l’imminente campagna elettorale.

Commissioni consiliari

Presentata da Stefano Benedetti, la proposta mirava ad aumentare il numero dei componenti da 10 ad 11, aumentando a 7 i consiglieri di maggioranza e conservando a 4 i consiglieri di minoranza. «Si tratta di un atto dovuto, perché i componenti devono essere dispari». Inoltre, questo aumento andava a recuperare certe proporzioni interne al consiglio comunale; ma le rimostranze sono state molte, tanto da impegnare più di due ore di dibattito: l’aumento dei costi delle commissioni, da 22.000 euro l’anno a 25.000; la preponderanza della maggioranza era già garantita, e semmai si va a ridurre la rappresentatività della minoranza; e come sollevato da Gabriele Carioli «questo aumento è un problema di maggioranza con Roberta Dei (ex gruppo Forza Italia, ora Gruppo Misto), e ora dovete rimediare. Questo è un problema politico, risolto con un atto di forza». Proposta comunque approvata.

Aiuti a chi tutela

La mozione “aiuti del Comune solo a chi certifica assunzioni regolari, garantendo diritti e tutele dei lavoratori”, proposta da Elena Mosti era volta ad impegnare sindaco e giunta nella lotta al lavoro nero. La mozione tuttavia non ha trovato il parere favorevole della commissione e della giunta. «Nella mozione -ha motivato l’assessore alle attività produttive Paolo Balloni- si propone una valanga di burocrazia che andrebbe a scapito del cittadino onesto». Dello stesso avviso il presidente della commissione competente Marco Battistini: «Servirebbero mesi per produrre la documentazione e gli accertamenti necessari, e l’unico precedente simile c’è stato a Napoli due anni fa, senza produrre risultati concreti». Mozione bocciata.

No ai tagli alla scuola

Una mozione riguardava il no ai tagli alla scuola e alla formazione di classi affollate. Veniva chiesto quindi all’amministrazione di impegnarsi a recuperare certi istituti, a prendere informazioni dall’Ufficio scolastico territoriale (UST), ed affiancare nuovo personale. Alla mozione firmata da Stefano Alberti ed Elena Mosti ha risposto l’assessore Nadia Marnica, rassicurando che grazie alla collaborazione con i dirigenti scolastici sono stati trovati spazi sufficienti, salvo poche situazioni che richiedono piccoli interventi, e che quindi per settembre ci sono le condizioni per ripartire. Assicura che gli organici di fatto resteranno invariati, e potrebbero aumentare come detto dalla ministra. Anche l’amministrazione si è detta sfavorevole, mozione respinta.

Mozione dimissioni di Azzolina

Contenuto analogo alla mozione precedente ma con una finalità diversa: chiedere le dimissioni della ministra Lucia Azzolina. Presentata dalla maggioranza, ha suscitato non poche perplessità tra i consiglieri di minoranza, i quali si sono chiesti più volte il senso di tale gesto, anche alla luce del precedente ordine, come Agostino Incoronato: «Mi sembra al di sopra delle nostre capacità cacciare un ministro. Ma se volevate sfiduciare l’Azzolina perché non avete votato il precedente documento? Perché è stato presentato dalla minoranza».

A differenze delle precedenti, la risoluzione è stata approvata dopo un circa un’ora di discussione.

Operatori Cup

A firma di Alessandro Amorese, è stato chiesto al sindaco di farsi interprete per portare avanti l’iter, in sede regionale, per l'internalizzazione di questi operatori. Risoluzione approvata, ma che secondo Paolo Menchini (M5S) «si tratta di una richiesta boomerang. Anche se dovesse concludersi questo processo servirebbe un concorso, ed al momento c’è una società che ha vinto legalmente la gara».



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