Il Tirreno

I residenti della zona del Lavello: «I cattivi odori ci svegliano la notte, dovete fare qualcosa»

Ivan Zambelli
I residenti della zona del Lavello: «I cattivi odori ci svegliano la notte, dovete fare qualcosa»

I cittadini hanno incontrato il sindaco di Carrara e l'assessore Scaletti. Fra le richieste al primo posto anche quella di un sistema di videosorveglianza

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Carrara. Dopo mesi di lamentele sui social e sulla stampa, di sopralluoghi di politici locali e nazionali una delegazione di cittadini residenti sul lato massese del fosso Lavello si è incontrata ieri mattina con il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e l’assessora all’ambiente Sarah Scaletti.

Gli argomenti erano sostanzialmente due: l’inquinamento del fosso con i conseguenti miasmi che «ti svegliano addirittura la notte», ed il sempiterno problema del campo rom, posto sul lato carrarese del fosso.

Lo scopo della delegazione era ovviamente quello di trovare una soluzione, se non al primo problema, quanto meno al secondo. In una nota, il sindaco informa che condivide le preoccupazioni per la situazione, anche in riferimento alle questioni legate all’ordine pubblico e alle tensioni in atto.

Per questa ragione «c’è stata un'intensificazione dei controlli e stiamo lavorando all’installazione di un sistema di videosorveglianza». Una soluzione a breve termine finalizzata, da un lato, a far vivere serenamente i residenti, e dall’altro a mettere un freno ad una situazione che non è più tollerabile; ma come riconosce in chiusura «per trovare una soluzione “strutturale” i tempi non sono brevissimi».

Se sul piano inquinamento hanno ottenuto la programmazione di una serie di accertamenti mediante Arpat, nel complesso l’incontro non ha prodotto i risultati sperati.

A raccontarlo è Sabrina Albertoni: «Stiamo ancora aspettando delle risposte. Per quanto riguarda le telecamere c'è stato detto che hanno già ottenuto un preventivo, ma al momento mancano le risorse economiche. Almeno con le telecamere si potrà andare oltre alle solite denunce contro ignoti. Finalmente si sono resi conto del grande disagio che stiamo vivendo».

Non potendo ottenere quello che avrebbero voluto, cioè lo sgombero del campo, un’altra dei presenti, Maria Miranda, ha presentato comunque «una richiesta per sgomberare il campo. Ci è stato detto che è una richiesta da fare alla Regione, che è una situazione delicata perché di mezzo ci sono dei bambini. Vorrà dire che faremo anche questo passo, ma con la scusa dei bambini questi non possono essere spostati e noi viviamo male».

Proprio l’argomento bambini fa particolare rabbia: «Si parla sempre della tutela dei bimbi nel campo, ma anche noi abbiamo dei figli e nipoti!». C’è un’oggettiva esasperazione, dovuta non solo a questioni di ordine pubblico, ma soprattutto per le ripercussioni sulla salute che certo degrado comporta: solo qualche metro di fosso separa le loro case da cumuli di batterie per auto, infissi, calcinacci; montagne di qualsivoglia tipo di rifiuti che periodicamente vengono dati alle fiamme.

«La situazione è critica -continua Miranda- e noi cittadini non possiamo più subire questi personaggi che incendiano, si sparano, e che fanno tutto ciò che vogliono. Qua le cose si muoveranno solo quando ci scapperà il morto». Intanto nella querelle Lavello si inserisce Stefano Benedetti, che nei giorni scorsi ha presentato una denuncia contro la Giunta carrarese: «L’esposto riguarda le precarie condizioni igienico sanitarie e lo stato di abbandono da parte delle istituzioni dei bambini presenti nel campo che non frequentano regolarmente le scuole d’obbligo e ciò non è ulteriormente tollerabile perché si tratta comunque di minori».

Ma non solo. «Uno dei problemi maggiormente sentiti dalla popolazione residente, è la perenne discarica di rifiuti ingombranti e non, che gli zingari giornalmente contribuiscono ad aumentare, senza considerare i fuochi accesi durante la notte e per ultimo l’episodio che ha coinvolto due roulotte che hanno preso fuoco con all’interno delle bombole di gas. In questo senso, se vogliamo evitare una ipotetica futura disgrazia, dobbiamo agire urgentemente e se non lo fa l’ente comunale competente, lo faremo noi appena ci saremo insediati in Regione Toscana, con una ordinanza di smantellamento di tutti i campi abusivi».

Per ora le acque si sono calmate, almeno tra i residenti. La delegazione ha riconosciuto l’interessamento dell’amministrazione, ma concedono qualche mese di tempo per l’installazione delle telecamere. In caso contrario, torneranno sul piede di guerra.

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