Il Tirreno

Il datore di lavoro 

Il titolare di Pesce Baracca «Bruno era un ventenne come tanti. È inspiegabile»

Tiziano Baldi Galleni
Il titolare di Pesce Baracca «Bruno era un ventenne come tanti. È inspiegabile»

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Forte dei Marmi

Non riescono a trovarci una ragione i colleghi di lavoro di Bruno Lima, deceduto giovedì per un’emorragia cerebrale. Ieri, i pensieri di tutti i cuochi e i camerieri del Pesce Baracca di Forte dei Marmi erano rivolti a lui.

Per la morte di un giovane di 23 anni una ragione non c’è mai, ma diventa ancora più complicato trovarla quando le dinamiche non sono chiare. Anche il titolare, Marco Vaiani, è scosso per l’accaduto. Bruno lavorava come cameriere nel suo locale da 3 anni e mezzo, e gli aveva appena rinnovato il contratto (a tempo indeterminato).

«C’è tanto stupore per quello che è successo – dice Vaiani – perché non si riesce a capire fin dove arriva la verità. Ci saranno le indagini a chiarire tutto, come ha spiegato la famiglia. Detto questo posso dire che Bruno con noi non ha mai dimostrato problematiche. Come tanti ragazzi di vent’anni ha avuto i suoi alti e bassi. Come successo con altri è capitato di sederci per parlare di piccoli intoppi che si sono verificati sul lavoro, come un arrivo in ritardo o un servizio sbagliato, cose che succedono spesso durante un periodo di impiego», continua Marco Vaiani.

Alcuni amici e colleghi di lavoro del Pesce Baracca ad inizio settimana sono stati all’ospedale Cisanello a Pisa – dove Bruno era stato trasferito d’urgenza dal Noa – per conoscere le sue condizioni. Anche prima della notte in cui è stato trovato a casa con traumi evidenti alla testa e al corpo, Bruno era andato regolarmente al ristorante. «Noi siamo rimasti scioccati già quando abbiamo saputo che era ricoverato in coma a Cisanello – dice una collega –. Siamo molto agitati, perché vogliamo sapere, vogliamo che qualcuno ci dia una spiegazione».

Anche per Vaiani, tutta la situazione non ha un’analogia con il ragazzo che ha conosciuto negli oltre tre anni di impiego al Forte. «Stride – dice –. Non c’erano segnali perché finisse in questo modo. Lui ha sempre dimostrato in tante piccole cose di avere una certa intelligenza, superiore rispetto alla media dei ragazzi della sua età». –



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