Sicurezza
I Carc: «Boicottano la nostra Festa pronti a “occupare” il Comune»
massa
Non vogliono farsi prendere in giro i Carc di Massa Carrara e non credono al rimpallo di responsabilità che in queste settimane il Comune starebbe mettendo in pratica per “boicottare” la loro tradizionale Festa della Riscossa popolare”. E reagiscono. «Stanno rimandando la nostra autorizzazione all'organizzazione della festa inspiegabilmente – spiega il responsabile dei Carc Pablo Bonuccelli – Potrebbe risultare anche una palese omissione di atti di ufficio, visto che noi abbiamo avviato l'iter per la richiesta di autorizzazione lo scorso 12 giugno e dopo un mese non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
Ieri mattina, sotto il Comune, muniti di bandiere rosse, un gruppo di militanti dei Carc ha presentato la prossima “Festa della Riscossa popolare” che dovrebbe svolgersi al parco di Ricortola (Marina di Massa) dall'11 al 15 agosto, lanciando all'amministrazione un ultimatum. Sì, perché loro la festa hanno deciso di farla – al contrario di quanto hanno optato gli organizzatori delle altre sagre e feste di partito – e si dicono pronti ad occupare l'ufficio comunale “Parchi e giardini” se non otterranno l' autorizzazione, richiesta in maniera regolare oltre un mese fa.
I fatti richiedono qualche passo indietro: dopo il periodo di lockdown e ancora in piena emergenza sanitaria, il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti aveva lanciato un appello alle associazioni e ai partiti di rinuncia a feste e sagre, per evitare assembramenti e nuovi contagi. Dopo quell'appello nessuno si è fatto avanti per richiedere l'autorizzazione alla propria sagra e questo nonostante l'amministrazione comunale non abbia mai emesso una ordinanza di divieto. I Carc hanno comunque deciso di organizzare la loro festa, adottando tutte le misure di sicurezza imposte dal governo e anche di più: «Abbiamo chiesto l'intervento e l'aiuto della Asl- spiega Bonuccelli- Ci sarà sempre una tenda della salute per i cittadini e molti dei dibattiti saranno proprio incentrati sul covid e sulle scoperte della medicina per sconfiggerlo. Non è un capriccio- dice sempre Bonuccelli- è un atto di risposta al triste periodo di crisi che stiamo vivendo». Il 12 giugno i Carc presentano la richiesta e da quel momento non hanno più saputo nulla: l'assessore alle attività produttive Paolo Balloni, interpellato dai Carc, ha dichiarato di non essere a conoscenza dei motivi per cui l'autorizzazione è ferma agli uffici. Ma i Carc pensano che si stiano rimpallando le responsabilità e che l'obiettivo sia invece quello di “impedire una festa di sinistra”.
«Aspetteremo altre 24 ore- conclude Bonuccelli- poi ci recheremo in Comune e non ce ne andremo finché gli uffici non ci daranno la nostra autorizzazione. Oppure un diniego, che dovrà però essere motivato». Se la storia dovesse finire bene, i Carc organizzeranno la “festa della riscossa popolare” assieme all'associazione La Cerbaja, con seminari, “Cosa ci insegnano i partigiani”, dibattiti sulle elezioni regionali, e tavoli tematici sulla situazione delle carceri italiane, sul Coronavirus, sulla nuova lotta della classe operaia e sul lockdown e come ha influito sul lavoro degli italiani. — Mda
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