La manifestazione
Fratelli abusati, pesanti accuse a 2 religiosi
Avviso di chiusura indagini per don Gilioli, fondatore dei Discepoli dell’Annunciazione, e per un altro ex seminarista
prato
Violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità, dalla minorata difesa, dal pregiudizio grave per la persona offesa trattandosi di un minore. Queste le accuse nei confronti di don Giglio Gilioli, 73 anni fondatore della comunità dei Discepoli dell’Annunciazione disciolta dal Vaticano lo scorso dicembre. Stesse accuse, solo meno sfumate per la violenza sessuale, anche per un altro seminarista, 37 anni, che frequentava la comunità. La Procura di Prato ha chiuso la prima parte dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali denunciati da due fratelli pratesi. L’avviso di chiusura indagini è stata inviata dai titolari dell’inchiesta, i sostituti procuratori Laura Canovai e Valentina Cosci, ai due indagati, che adesso hanno venti giorni di tempo per presentare una memoria e chiedere di essere sentiti dai magistrati. È solo il primo tassello, quello relativo ai presunti abusi commessi ai danni del fratello maggiore, oggi 27enne, che all’inizio di luglio era stato interrogato davanti gip durante l’incidente probatorio. Il giovane ha confermato le accuse, raccontato con dovizia di particolari, secondo la Procura, gli episodi che sarebbero avvenuti tra il 2008 e il 2012 e coinvolgerebbero solo i due religiosi. Il fratello minore del giovane, anche lui ospite ma in un periodo successivo dell’associazione di fedeli, ha offerto un racconto ancora più crudo di quanto sarebbe accaduto nella comunità di fedeli e ha tirato in ballo un numero maggiore di persone, tanto che nell’inchiesta sono stati indagati ben 9 religiosi (oltre al fondatore, cinque pratesi, un pisano e due stranieri), a cui poi se ne sono aggiunti altri tre. Ma il fratello minore non è stato ancora sentito e si attende l’esito di una perizia che stabilisca l’attendibilità dei suoi racconti.
Durante l’incidente probatorio il fratello più grande avrebbe offerto un quadro preciso al gip Francesca Scarlatti. Il ventisettenne, in passato ospite della sede pratese dei “Discepoli”, in via Saffi a Prato, ha puntato il dito proprio sul fondatore della comunità e sull’altro religioso, all’epoca in attesa di intraprendere la via del sacerdozio e e poi tornato alla vita laica. Il pratese ha raccontato fatti che sarebbero accaduti nella sede di via Saffi, in un periodo di tempo compreso tra quando lui era ancora minorenne e quando era già diventato maggiorenne, dunque una decina di anni fa. Successivamente la sede dell’associazione di fedeli è stata spostata in via Bologna, ma lui non avrebbe mai frequentato la nuova sede. La comunità dei Discepoli dell’Annunciazione aveva altre sedi: una ad Aulla, nella zona del Groppino un’altra in Garfagnana, che non sono però state tirate in ballo nei racconti del ventisettenne pratese. I racconti dei due fratelli sono due filoni distinti, per gli inquirenti. Ciò significa che la credibilità di un fratello non incide su quella dell’altro. —
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