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A White Carrara Downtown la magia delle gallerie d’arte

Francesca Vatteroni
A White Carrara Downtown la magia delle gallerie d’arte

In città gli scrigni che custodiscono gioielli importanti: marmo, ma non solo Un tour negli atelier del centro storico, da Cristi a Mastroianni fino a Takahash

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/ carrara

Carrara dà voce alla sua antica tradizione di arte, scultura e marmo attraverso i suoi tanti atelier e le gallerie d’arte, diversi dei quali aperti durante le sere di White Carrara Down Town.

Tra le gallerie in piazza Alberica, aperte fino a sera troviamo, quasi una a fianco dell’altra, Carrara Gallery e gli spazi dell’associazione Vôtre con accanto lo Studio Ricci. Tra gli atelier, proprio davanti allo storico Ponte delle Lacrime, in via Carriona, troviamo invece lo studio dello scultore Pablo Damian Cristi: un vero scrigno di gioielli d’arte, aperto durante WDT fino a mezzanotte. Sono pezzi unici e di valore inestimabile quelli delle collezione in mostra presso le due gallerie più “signorili” carraresi. Iniziamo il nostro viaggio da Fabio Cristelli di Carrara Gallery, che ci guida dentro la galleria e ci mostra alcune opere di Umberto Mastroianni, rinomato artista di fama internazionale, zio di Marcello: ma sono tante le opere che il pubblico può ammirare, dall’arte pittorica, alla litografia, alla scultura.

Molto particolare sono per esempio le 2 sculture in marmo di Antonio Ciaccio, in arte Indaco, che usa il marmo in modo particolare: imprimendovi sopra immagini fotografiche, le quali, nere, si stagliano nel bianco marmoreo. Ci sono poi le 2 opere in marmo, una in bianco Statuario e una in nero Belgio, che prendono le eleganti e filiformi fattezze delle figure femminili scolpite delicatamente dall’algerino Zizi Snail. Le suture artistiche che cuciono e legano forme marmoree dello scultore Kenji Takahash uniscono idealmente insieme, Carrara Gallery con i vicini spazi di Vôtre, ospitati dentro le sale del palazzo del Medico. L’artista infatti è presente con alcune sue opere in entrambe le gallerie. Il carrarese Nicola Ricci infatti, presidente dell’associazione Vôtre appunto, festeggia i 20 anni di vita da gallerista e curatore con la mostra "Mi sono distratto un attimo-venti anni di arte contemporanea". Venti anni trascorsi tra Milano, prima, Pietrasanta poi e Carrara da ormai 8 anni e festeggiati riunendo nelle sale dell’aristocratico palazzo del Medico, 40 artisti storicamente e professionalmente legati a lui. Una collezione ricca di nomi eccellenti del mondo dell’arte: Nicola Carrino, Antonio Trotta, Giuseppe Spagnuolo, solo per dirne alcuni. Fotografie, video d’arte, sculture, quadri, ceramiche: sono una cinquantina di pezzi, uno più bello dell’altro. In particolare colpiscono le magiche atmosfere cromatiche create da Giuseppe Linardi, che reinterpreta con nuovi linguaggi artistici i maestri dell’arte come Michelangelo attraverso nuove tecniche d’avanguardia e con cui rivisita anche la volta della Cappella Sistina. E il nostro viaggio termina con l'atelier di Pablo Damian Cristi, architetto argentino scopertosi scultore talentuoso, che riesce a mettere a nudo la sua anima, scolpendo senza bozzetti, senza guida, solo condotto dal fervore dell’intuizione, seguendo le tracce e le venature marmoree, denudando corpi lapidei inarcati nello sforzo passionale di spogliarsi dalle vesti sociali. Durante il lockdown Pablo ha trovato nuove forme e nuove ispirazioni, sulle orme di una retrospettiva rivelatrice delle mille maschere del volto umano, fermandone segmenti di tratti nel bronzo.

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