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Il Gambero Rosso premia ancora il panificio Pandolfo

luca barbieri

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carrara

Due su due.L'Antico Mulino Pandolfo anche per l'edizione 2021 sarà nella guida “Pane e panettieri d'Italia del Gambero Rosso”, arrivata al suo secondo anno. Come l'anno scorso l'attività di via Carriona è entrata nella prestigiosa guida con due pani (il massimo è tre). «Adesso lavoriamo per aggiudicarci il terzo pane nell'edizione del prossimo anno», commenta Francesco Luigi Carusi, 26 anni, che conduce con il padre Fabrizio Carusi e con la new-entry Marco, il fratello minore, di 19 anni; otto, invece, i dipendenti complessivi dell'attività.

«Da giovane fornaio ad artigiano della panificazione», si legge nella guida che condensa nelle sue pagine su pane e panettieri la storia dell'Antico Mulino Pandolfo, dal 2012: una storia a caccia di prodotti di qualità, di cultura (del pane e non solo) e di rapporti diretti con i produttori. E così c'è la menzione al pane di Carrara – di cui abbiamo scritto, con tanto di riconoscimento “Breads of the Creative Cities”, progetto sviluppato da Itkius –; non mancano i bomboloni, il pan dolce, i croissant, i lievitati dei periodi festivi (i panettoni, per capirci, diventati un “must” del Natale carrarese). E poi? Poi Il Gambero Rosso omaggia la «fugazzina» cotta a legna con la mortadella, pronta ad aggiungersi ad aspetti che emergono dalla recensione come, per esempio, il «forno a legna, lievitazione naturale, grani di antiche varietà».

«È un risultato prestigioso; il settore sta sempre di più arrivando al centro dell'attenzione. Siamo anche quest'anno soltanto in due a livello provinciale (con La Marocca di Casola) e siamo contenti, vuol dire che la direzione è quella giusta perché il riconoscimento è arrivato per la seconda volta consecutiva, adesso vogliamo lavorare per entrare nei “top” con il massimo del riconoscimento con 3 pani», continua quindi Carusi. E la direzione in questo senso è già stata tracciata. «Vogliamo fare anche altri investimenti: stiamo pensando di aprire un altro punto o su Marina di Carrara o, perché no, sempre nel centro storico», fa sapere tra i progetti in cantiere. ma c'è di più. Francesco da tempo organizza corsi direttamente nel suo panificio, richiamando persone da tutta Italia che soggiornano e visitano Carrara. «Solitamente la metà dei partecipanti arriva da fuori; segue i corsi e poi soggiorna nelle strutture convenzionate, visitando la zona e i suoi locali e facendo capire che c'è anche un segmento, un turismo eno-gastronomico che può benissimo essere abbinato a tutto il resto». —

luca barbieri

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