Il Tirreno

la politica 

Left al centrodestra: ricordate, governare non è asfaltare

A.A.

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massa

Sulla vicenda Monte di Pasta ma anche sulla piscina, sulle piazze e su altre questioni che stanno investendo l’amministrazione soprattutto in questi mesi c’è l’intervento di Left con Daniele Terzoni, Andrea Biagioni e Bonugli. «Stiamo assistendo ad una sorta di sdoppiamento – inizia la nota di Left- di personalità della comunicazione istituzionale. Da un lato si comunica che la possibilità di intervenire per risanare le pecche di una piscina comunale è estremamente remota per risorse finanziarie non disponibili, che il Monte di Pasta, nella chiusura serale e nell’apertura mattutina è difficoltoso da attuare, che una serie di manutenzioni ordinarie risultano strettamente connesse ai bilanci asfittici prodotti dalle passate amministrazioni e nel contempo si comunica la disponibilità di decine di milioni di euro prodotti da una radicale azione risparmiatrice dell’amministrazione comunale. Sul Monte di Pasta – prosegue il documento – inoltre c’è un malcontento generalizzato per ovvi motivi. Cosi come perplessità hanno, da sempre segnato bizzarre iniziative che pretendevano di ignorare la naturale vocazione di tale parco pubblico, ovvero la custodia di una vegetazione utile ed adatta a garantire il massimo comfort ai frequentatori. Chiamiamola “Collezione Botanica” o come meglio si creda ma che la vocazione naturalistica di tale parco (come quello dell’ex Ugo Pisa) sia evidente e da tutelare non credo si debba ricorrere ai massimi sistemi filosofici della politica per comprenderlo».

Secondo Left poi, «appare evidente che qualcosa non si concatena, a livello logico, con la annunciata revisione e ammodernamento della piazza Garibaldi (qualcuno aveva detto che era una priorità?), della piazzetta davanti all’istituto d’Arte (qualcuno aveva detto che era una priorità?), alla realizzazione della terza corsia per Canevara. Reputare prioritario aprire il Monte di Pasta o riattare la piscina comunale non è certamente una fantasia, cosi come reputare la ristrutturazione delle due piazze citate, una sorta di boutade ad effetto».

Left chiude l’intervento tornando alla comunicazione: « Speriamo che questo altalenare di informazioni trovino tregua e pace, e che l’ordinario si amalgami bene con lo straordinario ripristinando delle normalità che ormai sembrano stranezze e delle stranezze che vengono proposte come normalità. Nel contempo la comunicazione pubblica non ufficiale non trova censura se vocaboli come “pedofilia” passano come normale dialettica politica o se il Comune si troverà a sborsare qualche spicciolo per una vertenza su un parco pubblico a cui si pretendeva di togliere ogni normale autonomia di gestione, seppur nel rispetto del Regolamento del verde pubblico e privato. Nei dibattiti sui social assistiamo all’uso delle fallacie argomentative come metodo base per annotare ogni individuazione di difetti gestionali, di errata programmazione, di ritardi operativi. Speriamo vivamente che questo black-out propositivo e operativo cessi presto, Massa ha bisogno di azioni risolutive, non di azioni ostative o vendicative di antichi rancori. Il sottotitolo di un libro, a suo tempo, recitava: “ governare non è asfaltare”». — A.A.

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