Il Tirreno

la polemica 

«Benedetti paghi di tasca sua le spese dopo la sconfitta al Tar»

Roberta Dei del gruppo misto contro il presidente del consiglio sulla vicenda della convenzione con la Cerbaja per la gestione  del parco di Ricortola

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massa

«Stefano Benedetti dovrebbe pagare di tasca sua i 3.000 euro di spese conseguenza della sconfitta al Tar del Comune sul parco di Ricortola». Arriva da Roberta Dei consigliera comunale (e presidente) del gruppo misto di Maggioranza, fuoriuscita dal gruppo Fi, l’attacco più esplicito al presidente del consiglio comunale dopo il pronunciamento del tribunale amministrativo sul caso della gestione del parco. «Invece finirà che saranno i massesi con le loro tasse a doverlo fare», preconizza la Dei, chne poi aggiunge: «La sentenza entra nel merito della vicenda, a differenza di quanto sostiene Benedetti, censurando il Comune poiché era stato perfettamente informato dai partiti comunisti e dall'associazione Cerbaja. Cosa significa secondo il consigliere/presidente: "entrando nel merito della trattazione del gravame...?". L'ha letta la sentenza? Il Tar Toscana scrive nella sentenza che il Comune sapeva perché era stato avvisato e quindi la logica conseguenza avrebbe dovuto essere la non apertura del procedimento amministrativo contro l'associazione Cerbaja».

Secondo la Dei, dunque, c’è anche una argomentazione “di merito” nel giudizio del Tar.

A questo punto, dice anciora, « il mio ruolo di consigliera comunale mi impone di capire cosa sia accaduto, se il percorso amministrativo dalla segnalazione di Benedetti in poi sia stato portato avanti in maniera regolare. La sentenza del Tar pone dei seri interrogativi che devono trovare risposte chiare, perché sorge il dubbio che altre segnalazioni fatte da consiglieri comunali potrebbero aver portato all'avvio di procedimenti non regolari. La vicenda del parco di Ricortola, letta con gli occhi del Tar , è un pericoloso precedente che getta un'ombra sulle attività degli uffici comunali che sembrano non comunicare fra di loro con il risultato che qualche soggetto coinvolto potrebbe chiedere risarcimenti civili al Comune di Massa». —



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