Il Tirreno

il caso dell’impianto comunale 

Carioli: se la piscina è chiusa la responsabilità è di Persiani

Carioli: se la piscina è chiusa la responsabilità è di Persiani

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«La ricostruzione cabarettistica e approssimativa del sindaco Francesco Persianie dei suoi assessori sulla questione della piscina rende necessaria una replica». Inizia così l’articolato intervento di Gabriele Carioli, capogruppo del Pd in consiglio comunale ed ex assessore. Cifre alla mano Carioli ricorda che nell’impianto tra il 2014 e il 2018 sono stati fatti interventi per un totale di 201mila euro. «Per quanto concerne la piscina interna, è stato conseguito il Certificato di prevenzione incendi di cui poche piscine sono fornite, con un intervento di 76mila euro di cui 39mila; sempre sulla vasca interna sono stati fatti altri interventi di manutenzione straordinaria per circa 50mila euro. Per la vasca esterna, dopo decenni, sono stati sistemati gli spogliatoi per 71mila euro, a seguito di un intervento completato nel 2017. Lo stesso intervento avrebbe permesso, con il riscaldamento del corridoio, e quindi con un piccolo ulteriore intervento, l'utilizzazione degli stessi spogliatoi per la piscina interna, risolvendo l'annoso problema della condensa negli interni causata dalla conformazione dell'impianto risalente agli anni 70. Nulla di tutto questo è stato compiuto dalla nuova amministrazione che si limita, ormai da troppo tempo, a generici proclami scaricando le responsabilità, sempre e comunque, sulle precedenti amministrazioni».

Il capogruppo piddino rimarca poi che la piscina esterna «è stata oggetto di precedenti interventi di manutenzione che ne hanno permesso l'utilizzo nelle estati 2018 e 2019. È stato costruito un pozzo artesiano che può abbassare i costi di approvvigionamento dell'acqua, la cui pratica era stata inoltrata alla Regione per le autorizzazioni necessarie. Inoltre un accordo con Gaia avviato nel 2017 e concluso dall'ex assessore Lama ha abbattuto i costi di depurazione. Pertanto è facilmente riscontrabile che l’ impianto è sempre stato fruibile fino all’avvento della amministrazione Persiani. Dunque, è davvero fuori luogo attribuire la responsabilità sempre al passato da parte di questa amministrazione incapace».

Carioli parla poi del Campo scuola «dove si trovano un cumulo di terra e una discarica di inerti lato Viareggio da un anno e mezzo. Per tale impianto la giunta Volpi, come per l'impianto di Romagnano, non più a norma e quindi inutilizzabili per gare , aveva previsto di intervenire con il Credito Sportivo, a cui solo oggi sembra si voglia attingere per il Campo scuola». Infine: «L'impianto di Marina di Massa viene utilizzato da un privato per la sua attività commerciale e non interviene con una sistemazione dell'impianto che è stato tolto a una società sportiva che ne curava la manutenzione. Chiediamo se esistono atti dirigenziali che autorizzano tale attività e se è stata svolta la commissione di pubblico spettacolo. Dopo due anni, poi, non riusciamo ancora a capire come verrà gestito il palazzetto e soprattutto quanto costi. Questi i fatti , tutto il resto e noia» —.



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