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Alla britannica Angela Marsons la 68ª edizione del Bancarella

riccardo sordi
Alla britannica Angela Marsons la 68ª edizione del Bancarella

Vince il Premio con 128 preferenze il libro “Le verità sepolte”, secondo Carofiglio Appuntamento anomalo causa Covid, con numeri contingentati in piazza

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È stato il libro “Le verità sepolte”, con 128 voti, ad aggiudicarsi il 68° Premio Bancarella prendendo così in eredità quel sottile filo rosso che da ora in poi lo legherà a personaggi che hanno fatto la storia della letteratura e del giornalismo, tra questi tre premi Nobel della letteratura, Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isaac Singer, e autori del calibro di Giovanni Guareschi, John Grisham, Carlo Cassola, Umberto Eco, Enzo Biagi, Andrea Camilleri, Indro Montanelli.

E la piazza della Repubblica, inevitabilmente ridimensionata per le restrizioni dovute al Covid-19, ha comunque tributato un lungo applauso alla vincitrice, la britannica Angela Marsons, che purtroppo, sempre per problemi legati alla pandemia, non ha potuto presenziare alla serata. «Angela vi saluta e ringrazia per il grande onore di essere stata selezionata per questo prestigioso premio – ha detto Martina Donati, responsabile della casa editrice Newton & Compton che ha pubblicato il libro in Italia – purtroppo per partecipare avrebbe dovuto effettuare un periodo di quarantena e questo non le ha permesso di essere qui».

Ma anche senza la sua autrice, il thriller ha conquistato i librai del premio che infatti hanno tributato un netto successo al volume che ha staccato tutti i concorrenti della serata precedendo nell'ordine: Francesco Carofiglio, “L’estate dell’incanto”, Piemme, 88 voti, Stefano Ardito, “Alpini. Una grande storia di guerra e di pace”, (Corbaccio) 82 preferenze, Desirèe Cognetti, “Una storia che parla di te”, (Dea Planeta) 73 voti, Franco Faggiani, “Il guardiano della collina dei ciliegi”, (Fazi Editore) 70 e infine Piernicola Silvis, “Gli illegali”, (Sem Libri) 39 voti.

La serata è stata condotta con grazia ed eleganza da Gioia Marzocchi, giornalista di origini pontremolesi (succisane per la precisione) che ha saputo indagare nelle storie dei sei finalisti, intavolando un'interessante discussione sul mondo del libro e dei librai con gli autori finalisti. Inevitabilmente, così come in occasione della serata precedente riservata al Bancarella Sport, il sindaco Lucia Baracchini e il presidente del Premio Gianni Tarantola hanno evidenziato l’impegno e la difficoltà di realizzare questa due giorni con le complessità e le ristrettezze imposte dal coronavirus. Mentre l’onorevole Cosimo Ferri, dopo i suoi saluti, ha ricordato come recentemente il Parlamento ha approvato, all’unanimità, una legge sulla promozione ed il sostegno alla lettura.

Mentre Giuseppe Bonelli ha tracciato un ritratto di due personalità scomparse di recente, Roberto Gervaso, vincitore di ben due edizioni del Premio Bancarella, nel 1967 con “L’Italia dei Comuni” scritto con Indro Montanelli e nel 1973 con “Cagliostro” e, Luigi Spagnol, libraio ed editore, scomparso a giugno. —

riccardo sordi

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