Il Tirreno

A White Carrara è il giorno di Jago il social artist che scolpì Ratzinger

A White Carrara è il giorno di Jago il social artist che scolpì Ratzinger

Il giovane e talentuoso scultore oggi ospite della kermesse L’organizzazione ricorda al pubblico le misure anti-Covid  

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carrara

E’ il giorno di Jago a White Carrara Downtown. Il giovane social artist italiano è il grande ospite della quarta edizione del festival diffuso dedicato al marmo organizzato da Internazionale Marmi e Macchine Carrarafiere SpA con il patrocinio di Regione Toscana e partner istituzionali Comune di Carrara, Cciaa Massa-Carrara, Accademia di Belle Arti di Carrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e Nausicaa SpA in corso nel centro storico di Carrara fino al 26 luglio.

Jago – nome d’arte di Jacopo Cardillo (Frosinone, 18 aprile 1987) – è stato il primo artista nella storia ad inviare una scultura in marmo nello spazio. La sua opera “The First Baby”, raffigurante il feto di un bambino, è stata ospitata nella stazione spaziale internazionale sotto la custodia del capo missione Luca Parmitano. “Se vuoi che la tua scultura sia un capolavoro, il materiale che usi deve essere anch'esso un capolavoro” aveva detto parlando del marmo.

Il talentuoso artista, che si ispira agli artisti del Rinascimento spaziando dall’espressività realista della scultura alla produzione video contemporanea, è il protagonista della terza giornata del festival in programma martedì 21 luglio (alle ore 21.30) sul palco del Marble Cafè di Piazza Alberica. Per tutta la serate sulle facciate della Chiesa del Carmine, del palazzo dell’Antica Drogheria Riacci in Corso Rosselli e del Duomo di Sant’Andrea saranno videoproiettate foto e video dei suoi lavori e delle sue imprese artistiche.

La figura di Jago porta a White Carrara Downtown la freschezza di un linguaggio fortemente ancorato all’esigenza di comunicare attraverso nuovi canali capace di unire perfettamente gusto classico e contemporaneo nella continuità dell’impiego della materia marmo. Jago vanta un curriculum artistico di grandissimo livello: dalla partecipazione ad appena 24 anni alla 54esima edizione della Biennale di Venezia (Padiglione Italia) ai numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali come la Medaglia Pontificia, conferitagli dal Cardinale Ravasi in occasione del Premio delle Pontificie Accademie, Città del Vaticano nel 2010, il Premio Pio Catel nel 2015, il Premio del pubblico Arte Fiera Bologna nel 2017, il Premio Gala de l’Art di Monte Carlo nel 2013, e l’investitura come Mastro della Pietra al MarmoMacc 2017.

Tra le sue opere più famose ci sono il busto in marmo dell’allora Papa Benedetto XVI (2009) per il quale nello stesso anno ha ricevuto la Medaglia Pontificia, “Habemus Hominem” (2013) realizzata dopo le dimissioni di Papa Ratzinger, a seguito delle quali Jago scolpisce nuovamente la scultura originale del 2009, rappresentando il Pontefice nudo ed il “Figlio Velato” per la città di Napoli, esposta permanentemente nel quartiere Sanità all’interno della Cappella della Chiesa di San Severo fuori le mura.

A fianco dell’arte, tantissima arte, ci saranno movimento e musica con le contaminazioni liriche di Giacomo Puccini, danza e teatro con “Motus Marmoris”, intrattenimento e cucina locale con “Il Marmo è servito!”, gallerie, botteghe e negozi aperti fino a tarda notte a richiamare visitatori ed appassionati. White Carrara Downtown non è solo un festival, è una città che vive d’arte e marmo.

Indossa la mascherina nei luoghi chiusi, rispetta la distanza di sicurezza di almeno 1 metro, non creare assembramenti, usa il gel igienizzante all’ingresso delle mostre: sono le indicazioni in italiano ed inglese che i visitatori di White Carrara Downtown troveranno lungo il percorso espositivo. —

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