Sicurezza
«A settembre tutti in aula. Sicuri E basta con le lezioni a distanza»
massa carrara
«Siamo preoccupati per le sorti della scuola pubblica in generale e in particolare per l’organizzazione della ripartenza a settembre. Non può esserci futuro senza cultura e formazione, lezioni in presenza, con il personale necessario, in spazi adeguati e sicuri, con orari che permettano ai nostri ragazzi di esercitare il diritto allo studio, senza discriminazioni, come sancito dalla Costituzione». Ma tutto questo è in forse. Il Coordinamento scuola Massa Carrara, composto dal personale della scuola, genitori, studentesse e studenti di molti istituti scolastici della provincia, continua la sua azione sul territorio e chiede di avere quanto prima un incontro con i sindaci di Massa e Carrara e con il presidente della Provincia. Incontro a cui il Coordinamento si presenterà con precise domande. La prima: «Quali sono le misure prese per l’adeguamento dei locali degli edifici scolastici in riferimento alle norme di distanziamento sociale e anti-Covid 19? Numerosi edifici scolastici sono da tempo in uno stato di degrado o sottoutilizzati, con un notevole sovraffollamento di studenti, non più sostenibile. Nessuno di noi intende fare doppi turni o sostituire anche parzialmente le lezioni in presenza con l’utilizzo di dispositivi a distanza che si sono rivelati inadatti per una scuola pubblica la cui priorità è l’inclusione. A questo proposito, abbiamo depositato a Massa, a Carrara e in Provincia la richiesta di accesso agli atti, per avere un quadro più chiaro dei dati reali».
Il Coordinamento vuole poi sapere come verranno suddivisi e utilizzati 1 milione e 64.108 euro destinati dal Ministero dell’Istruzione agli istituti della provincia di Massa Carrara. «Vorremmo inoltre sapere se è stato studiato un piano per il potenziamento dei servizi pubblici in prossimità e negli orari di entrata/uscita degli istituti superiori, al fine di evitare disagi e assembramenti. Per le scuole di grado inferiore verrà avviato un servizio trasporto con pulmini scolastici? Tutto ciò in vista anche delle entrate e uscite scaglionate così come richiesto dal “Piano Scuola 2020-2021»
Ancora: «La possibilità di utilizzare il Terzo settore per supplire a carenze di organico è a nostro avviso inaccettabile, considerato il numero di precari in attesa di stabilizzazione da anni, e rappresenta un primo passo verso la privatizzazione della scuola pubblica. Vorremmo comunque sapere se nel nostro territorio sono previsti e in che forma i cosiddetti “Patti di Comunità”».
Interrogativi, quindi sulla mensa: «Le amministrazioni del nostro territorio manterranno il servizio mensa o sono previste variazioni rispetto all’anno scolastico precedente?» I l coordinamento, infine, vorrebbe avere un quadro complessivo dell’offerta formativa delle scuole della nostra provincia, in merito ai quadri orari e a loro eventuali decurtazioni rispetto all’anno scolastico precedente.
In atesa dell’incontro, lavoratori della scuola e genitori annunciano che domani scenderanno di nuovo in piazza, a Massa, insieme ai docenti precari organizzati, «che rivendicano il diritto di ottenere un lavoro regolare, visto che nella scuola pubblica ogni anno ci sono almeno 200mila posti non ricoperti da insegnanti di ruolo». —
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