Il Tirreno

«Gaia Spa piena di debiti ma compra palazzo da 1,8 milioni»

L'Arengo di Viareggio
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L'Arengo di Viareggio

L’attacco di Baldi del comitato Acqua di Tutti: nel mirino l’acquisizione dello storico Arengo a Viareggio per ristrutturarlo e trasformarlo in uffici

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Massa. I No Gaia (o meglio il movimento per l’acqua pubblica) apre un nuovo fronte di polemica e critica nei confronti della società pubblica che gesrisce la rete idrica della Toscana del nord. «Gaia Spa si appresta a spendere 1.800.000 euro per acquistare un palazzo a Viareggio», scrive Alfonso Baldi referente Toscano per la Rete a Tutela delle Fonti e del Diritto all’Acqua ed esponente del comitato L’ Acqua di tutti.

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Il palazzo in questione è L’Arengo, edificio storico di Viareggio (fu anche sede della Cgil), oggi piuttosto malridotto, con circa 500 metri quadri su tre piani, che Gaia e Comune di Viareggio ristruttureranno per adibirlo a uffici. Un’operazione che non piace a Baldi. Il quale tuona: «Una società con più di 200 milioni di debito tra mutui e il restante da ridare ai comuni, una società con 200 km. di tubature in amianto-cemento, che ha una depurazione che ogni anno è causa di emanazione di divieti di balneazione sulla costa a causa degli inquinanti che si riversano in mare , tubature che hanno perdite idriche che sfiorano il 50 % . Una società che opera in un contesto in cui ci sono Comuni dove l’acqua in estate non arriva d’estate e altri dove arriva color terra, si permette di spendere soldi per acquistare un palazzo nel comune di Viareggio». Per Baldi, insomma, siamo di fronte a una specie di sperpero di denaro. L’esponente del comitato non manca dui f are rilevare che « guarda caso, l’acquisto viene fatto nel Comune maggior azionista di Gaia (detiene il 21,36% delle quote societarie) con un credito verso essa di circa 10milioni di euro che Gaia, anzi, gli utenti, stanno restituendo alla Viareggio Patrimoni che é oltretutto fallita».

Il fatto più grave, secondo Baldi, è che «si scrive che Gaia acquisterà il palazzo e lo riporterà ai vecchi fasti, ma non che per far questo quei 1,8 milioni finiranno nelle tariffe e perciò saranno gli utenti a pagare questo piccolo giochetto»

E l’invettiva non è finita: «Sono 4 giorni che abbiamo segnalato una perdita in via Montiscendi –attacca ancora – e stasera scriverò pure al ministero dell’ambiente e ai carabinieri forestali per un eventuale danno ambientale. Ma invece di sostituire una rete di tubi marci si pensa a comperare palazzi . Il comitato Acqua di tutti è pronto a scendere in piazza contro questa decisione e a programmare sit-in sia sotto il palazzo di Gaia che sotto il palazzo Arengo perché i soldi di Gaia li sborseranno i cittadini pertanto che siano spesi in depuratori e nelle reti.. Gaia deve tornare pubblica e faremo tutto ciò che la legge consente per fermare il cambiamento sventolato che porta alla privatizzazione , e non vorremmo che il palazzo Arengo non divenisse il primo passo della nuova società privata» —

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