Il Tirreno

Il caso 

Storia di un investimento (con altre Fondazioni) non riuscito

M.B.

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Carrara

Le caratteristiche del Fondo per lo Sviluppo del Territorio sono riassunte nel bilancio 2019 della Fondazione Crc. Si tratta - si ricorda - di un Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso, originariamente istituito quale fondo di investimento speculativo da Zero Sgr Spa ed attualmente gestito da Dea Capital Real Estate Sgr Spa.

La durata, originariamente stabilita in 10 anni a decorrere dalla data di chiusura del primo periodo di sottoscrizione (2008), ai sensi delle successive modifiche regolamentari, è stata fissata fino al 31 dicembre 2021, salvo il caso di liquidazione anticipata. E si fa notare: «La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, analogamente alle Fondazioni della Cassa di Risparmio di Livorno, della Spezia e del Banco di Sardegna, è titolare di 14 quote del Fondo corrispondenti ad un importo di sottoscrizione pro-quota pari ad € 7.000.0000 (a fronte di un ammontare complessivo di € 28.000.000 per un totale di n. 56 quote emesse). A seguito dell’operazione di richiamo di € 100.000 effettuata nel corso del secondo semestre 2019 (a titolo di versamento integrativo degli impegni in denaro assunti in sede di costituzione), l’importo corrisposto da ciascuna partecipante ammontava ad € 3.534.750. La considerazione che la partecipazione al Fondo (investito interamente nella Società Itn Industrie Turistiche Nautiche S.p.A. concessionaria del complesso portuale turistico “Mirabello” di La Spezia con una quota pari al 49%) fosse assistita da patti parasociali stipulati a presidio del rapporto con il socio di maggioranza Latin Spark Italia S.r.l. (titolare della restante quota pari al 51%) ha permesso, negli esercizi pregressi, il mantenimento di un valore di bilancio pari alle somme effettivamente versate. Il mancato rispetto da parte della controparte degli accordi presi (da onorare entro la scadenza prevista per fine 2018) non ha consentito al Fondo di uscire dall’iniziativa ad un prezzo già predeterminato né quantomeno di creare le condizioni (con il transfert del 2% del capitale sociale) per poterlo realizzare successivamente». Si sottolinea: «La grave situazione di conflitto creatasi fra i due soci ha portato all’apertura di un contenzioso di durata ed esiti incerti». Ad oggi è «plausibile la messa in dubbio della continuità aziendale della stessa Società Itn Spa (con inevitabile revoca della concessione demaniale marittima)». Morale: in sede di chiusura del presente esercizio «in base anche ad un orientamento condiviso con le altre consorelle, la Fondazione ha provveduto ad effettuare la sopraccitata svalutazione risultante pari a € 2.410.171 con imputazione a conto economico e abbattimento diretto del valore del titolo. Prudenzialmente, a totale copertura del rischio di una probabile ulteriore perdita gravante sull’importo residuo dell’investimento iscritto in bilancio per € 1.124.579, ha istituito uno specifico fondo». Insomma, oltre 3,5 milioni di perdite. M.B.

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