Finanza
L’ex prof a Amorese e Bugliani: «Così non è da Liceo classico»
massa
L'uno l'insulto, l'altro la querela: Amorese e Bugliani, destra e sinistra, due classicisti «a cui i classici non hanno insegnato niente». Parla il professor Carlo Paolini, volto noto della sinistra apuana, che oggi ha lasciato spazio ai giovani, esperto politico, tanto quanto esperto in comunicazione politica, e ha deciso di commentare il caso di due suoi ex alunni, l'uno dirigente di Fratelli d'Italia, l'altro consigliere regionale del Pd. E i due, a suo avviso, in questo caso non beccano la sufficienza.
«Leggo sugli organi di informazione che Alessandro Amorese ha usato un insulto diffamatorio e calunnioso nei confronti di Giacomo Bugliani, il quale ha risposto con una querela».
«Ritengo che anche nel confronto politico più aspro non si debba mai fare ricorso a insulti infamanti e calunniosi (pedofilia politica è il termine utilizzato da Amorese per definire una iniziativa di Bugliani assieme a dei bambini ndr ); pertanto Amorese- continua Paolini- ha sbagliato e Bugliani è parte offesa al quale deve andare solidarietà. Ritengo altresì con altrettanta franchezza che Bugliani querelando abbia risposto con un “eccesso di legittima difesa».
Secondo Paolini, «la politica democratica è confronto e scontro di idee e di programmi concreti a volte anche aspro, ma certi confini non si devono superare. Se la politica si riduce a insulti e querele allora la buona politica è morta».
Una lezione da imparare anche dopo anni dall’ultima volta seduti tra i banchi del liceo classico da alunni: «Sia Amorese che Bugliani sono stati alunni del Liceo classico “P. Rossi” di Massa e mi rivolgo a loro come vecchio professore. La scuola che hanno frequentato ha offerto loro strumenti dialettici per confrontarsi, frequentando i classici hanno sicuramente imparato a usare l’ironia e la satira, il sarcasmo e l’invettiva, non l’insulto e la querela. Rivolgo loro un suggerimento. Amorese riconosca pubblicamente di aver sbagliato usando certe parole, riconoscere un errore non è debolezza è intelligenza. Bugliani ritiri la querela, fare un passo indietro non è cedimento, è intelligenza», conclude Paolini. —
Manuela D'Angelo
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