Attenzione
«Bisogna garantire la continuità di lavoro ai vecchi dipendenti»
massa
Anche due sigle della Cgil intervengono sul caso della piscina comunale. Ormai da diverso tempo, come Nidil Cgil e Filcams Cgil, seguiamo le sorti di circa 26 lavoratrici e lavoratori che lavorano, o meglio, lavoravano sull’impianto natatorio di Massa. Abbiamo appreso della scadenza dell'affidamento di Sport Management alla data del 31 marzo 2020 e già in quella data per i lavoratori e lavoratrici, siano essi subordinati o collaboratori, non esistessero garanzie occupazionali. La situazione che si è venuta a creare, causata da una cattiva gestione, e la contemporanea manifestazione di interesse circa il project financing ha ulteriormente dilatato i tempi, lasciando 26 tra lavoratrici e lavoratori senza occupazione e senza reddito».
Scrivono i sindacalisti di avere scoperto «dal Comune l'intenzione di un affidamento ponte fino all'assegnazione definitiva del progetto di riqualificazione della piscina comunale e per questo motivo abbiamo chiesto, già da tempo, di ragionare sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ancora prima dello scoppio dell'emergenza Covid, quindi, prima che la Sport Management decidesse di non accettare la proroga offerta dal comune, abbiamo aperto un interlocuzione con l'amministrazione per garantire che non si perdessero le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che operano all'interno della struttura comunale. Durante l'ultimo incontro il 16 giugno abbiamo sottolineato all'amministrazione comunale non solo la difficoltà delle lavoratrice e dei lavoratori, ma anche quella dell'intera utenza, considerato il ruolo sociale che riveste l'impianto natatorio per la collettività».
E ricostruiscono il confronto con l’amministrazione. «Era stata ipotizzata la possibilità di riapertura dell’impianto coperto, ma emersero le difficoltà emerse da una verifica effettuata dai tecnici comunali preposti circa la stessa possibilità, in quanto la spesa per la messa in sicurezza della stessa avrebbe comportato un onere difficilmente sostenibile dalle società o aziende, ma anche per le casse comunali, che avrebbero garantito la transizione fino all'affidamento del project financing il quale dovrebbe prevedere comunque una riqualificazione di tutto l'impianto. Abbiamo sottolineato la necessità di inserire all'interno della futura assegnazione del project, una clausola di salvaguardia occupazionale che garantirebbe la continuità occupazionale alle lavoratrici e lavoratori che oggi si trovano senza nessun tipo di sostegno». —
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