Il Tirreno

Politeama, un tavolo al lavoro per tentare di restituirlo a Carrara

Massimo Braglia
Politeama, un tavolo al lavoro per tentare di restituirlo a Carrara

Lo coordina la Camera di Commercio, ci sono la proprietà, il Comune, le due Fondazioni e altri: «Noi ci proviamo»

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Carrara

Restituire alla città il Politeama, il grande teatro cittadino tra i più importanti della Toscana: è questo l’obiettivo di un gruppo di lavoro, coordinato dalla Camera di Commercio, nato su impulso degli Amici della lirica e altri appassionati del bel canto, delle rappresentazioni teatrali e in genere della città.

Al tavolo siedono la Camera di Commercio, i rappresentanti della Caprice, società proprietaria del teatro, il Comune - quale ente istituzionale di riferimento e anche proprietario di una parte del complesso centrale dello stabile - oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la Fondazione Marmo e un rappresentante dei cittadini e Amici della lirica.

Il punto lo fa il presidente della Camera di Commercio, Dino Sodini: «Da tempo pensavo, e pensavamo come Camera di Commercio, a come poter provare a risolvere una vicenda che si trascina da anni e che obiettivamente penalizza il centro di Carrara. Chi arriva in città, si trova davanti questo edificio storico, imponente, tutto transennato da troppo tempo. La sua riapertura sarebbe un vantaggio per la città ma anche per la provincia, vista la sua capienza e potenziale capacità di attrazione, ed ecco che il colloquio con i rappresentanti degli Amici della lirica è stato l’impulso per lanciare questo tavolo in cui, sia chiaro, nessuno si illude che sia semplice trovare una quadratura del cerchio, ma in cui in ogni caso il dialogo serve per valutare appieno tutte le sfaccettature del problema e le possibili soluzioni».

I problemi sono tanti: il principale, il fatto che sia pendente un annoso processo, che ha riunito i due cedimenti strutturali dell’edificio, e che quindi siano in corso i sequestri della procura. Pendente è anche un ricorso al Tar, sempre sul corpo centrale. E vi è il nodo della proprietà concomitante.

«Abbiamo già fatto due incontri, presto ce ne sarà un terzo - ci aggiorna Sodini - sappiamo, ribadisco, che il progetto è ambizioso e il risultato non è assolutamente scontato. Ma se non ci si prova, sicuramente non ci si riesce. Dalle possibili sinergie che si possono studiare, è emersa tra l’altro la possibilità di avviare i benefici dell’Art Bonus, con tutto ciò che comporta quanto a recupero fiscale dell’investimento. Quale ente gestore, anche su suggerimento di un legale, potrebbe essere istituita una Onlus, che prenderebbe in carico la proprietà del teatro da parte della Caprice, e si occuperebbe della ristrutturazione e della gestione, una Onlus in cui il Comune potrebbe essere il garante. Sono alcune delle idee - aggiunge Sodini - su cui si sta ragionando».

Progetti e soldi necessari

Al momento, spiega Sodini, sul tavolo c’è un progetto di massima di ristrutturazione, curato da un gruppo di architetti, che fa un po’ da base e a cui dovrebbe seguire un progetto definitivo. «L’investimento complessivo - aggiunge il presidente dell’ente camerale - va dai tre ai quattro milioni di euro, per poter riaprire un teatro con tutti i crismi della sicurezza e aggiornato alle più recenti normative di agibilità. La cifra è importante, ma Carrara può contare su alcuni imprenditori del marmo che potrebbero fare un gesto verso la città e anche per lo stesso Comune sarebbe un risultato storico riuscire a riaprire il Politeama. Di sicuro, questa non è un’operazione a scopo di lucro, nessuno ci guadagna. Il processo farà il suo corso, ma per il nostro tavolo di lavoro è un aspetto secondario: o meglio, sappiamo che dobbiamo tenerne conto, perché se raggiungiamo un accordo dovremo chiedere le autorizzazioni a poter procedere, ma di fronte dobbiamo avere tutti un obiettivo superiore, ovvero riaprire il teatro, restituire alla città uno dei suoi simboli, liberare la piazza dalle transenne».

Non resta che attendere il prosieguo dei lavori del tavolo istituzionale. Per quanto riguarda la parte penale, per i due cedimenti del 2008 e del 2011, riuniti in un unico procedimento, proseguono le udienze (la prossima, il 21 luglio); l’unificazione dei due fascicoli risale al 2012, otto anni fa, ma a causa di cambi di giudici è di fatto ripartito tutto da capo nell’aprile dell’anno scorso. E siamo solo al primo grado.M.B.

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