Il Tirreno

L’assessore forti: abbiamo fatto il massimo 

Anche il Garibaldi rinuncia: niente cinema d’estate

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Carrara

La settima arte va in vacanza: a Carrara si parlerà di cinema con la stagione autunnale. Sono naufragati i tentativi di organizzare un cinema all'aperto in centro a Carrara pensato per le serate estive. E così, dopo il Cinema Baluardo, con l'edizione numero sei dell'apprezzata rassegna cinematografica congelata e rinviata al 2021, anche il cinema all'aperto su cui stavano lavorando dal Nuovo Garibaldi di Carrara (nella foto, l’interno) saluta, va in ferie e dà l'appuntamento al classico format autunnale di via Verdi. «Ci abbiamo provato fino alla fine, usciamo di scena in silenzio. Ci dispiace per i nostri sostenitori e fedeli amanti della settima arte, ci rivedremo ai primi di settembre con il Cinema Garibaldi, non tutto il cinema, ma solo il meglio. Certo, ci vorrebbe un po' di rispetto per il lavoro, ma il rispetto nasce dalla conoscenza e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo. Un grazie a tutti i collaboratori che hanno lavorato gratuitamente con serietà a un progetto troppo ambizioso per essere capito. Come diceva Oscar Wilde, coloro che sono incapaci di imparare si sono messi a insegnare», il post su Facebook della pagina del cinema sul mancato accordo per trovare una location opportuna e che rispondesse alle varie esigenze. Ed è lo stesso gestore della sala carrarese, Silvano Andreini, che negli ultimi anni ha riacceso le luci del Garibaldi, che fa il punto. «Da altre parti, come nello spezzino e nel genovese, ci siamo riusciti e la manifestazione sta andando bene, peccato...– si rammarica –. Avevo proposto anche di usare delle cuffie, come fanno in altre zone, per sciogliere uno dei nodi presentati. Abbiamo fatto uno sforzo per cercare un posto idoneo, tutto a spese nostre, avevamo già pensato a un calendario con il lunedì dedicato al Cinema Baluardo che purtroppo come sapete non ci sarà. Dispiace, è un territorio vasto e forse si poteva trovare una soluzione, però una location percorribile per entrambe le parti...», commenta Andreini.

«Dispiace che il gestore del Garibaldi faccia solo polemica senza riconoscere l’impegno che abbiamo messo per cercare di andargli incontro»: sono parole di rammarico quelle dell’assessore alla Cultura Federica Forti in merito alla mancata organizzazione del cinema all’aperto in centro a Carrara. «Le norme anti covid-19 hanno reso più difficile e onerosa l’organizzazione di eventi di pubblico spettacolo. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa per il teatro e lo ribadiamo per il cinema. L’amministrazione, fin da subito, si è attivata per provare a garantire comunque l’offerta confrontandosi con il gestore della Sala Garibaldi. Alla fine non ci siamo riusciti, anche per via delle esigenze economiche dell’organizzatore, comprensibili ma insostenibili» spiega l’assessore. L’assessore alla Cultura ricorda di aver sondato ben tre diverse location: «sull’ultima, quella di piazza San Francesco eravamo convinti di aver trovato la quadra. Gli abbiamo assicurato tutto il sostegno possibile, nei limiti della correttezza e della legittimità cui un’amministrazione pubblica si deve attenere. Alla fine l’imprenditore ha fatto i suoi calcoli e ha deciso di rinunciare. Mi dispiace molto, anche e soprattutto per i cittadini» conclude Forti.

Sulla vicenda interviene anche Massa Città in Comune, da Massa: «È inaccettabile che esperienze come quella del cinema Garibaldi e del Baluardo non trovino un sostegno comunale per realizzare un’arena all’aperto, questo mentre i distruttori delle Apuane ottengono ogni anno i fondi di Carrara Fiere per White Carrara Downtown. La Fiera viene ricapitalizzata con soldi pubblici, comunali e regionali. Il sindaco De Pasquale e i grillini devono chiarire immediatamente perché la cultura collettiva a Carrara non trova il supporto pubblico e al contrario lo trova un capitalismo estrattivo decisamente ricco. Carrara Fiere non può più finanziare le iniziative culturali di chi ha decine di milioni di euro di riserve nei propri bilanci; il capitalismo estrattivo ha la Fondazione Marmo per acquisire consenso attraverso il “green washing”, finanzi le proprie manifestazioni culturali con i soldi estratti dalla distruzione delle Apuane. I grillini sono diventati l’espressione politica più conservatrice delle dinamiche di potere legate al capitalismo marmivoro e le dimissioni di Alessandro Trivelli trovano sempre più una loro spiegazione».



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