Il Tirreno

la mobilitazione continua 

Uil: serve fare fronte comune per risolvere tutti i problemi

daniela marzano

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massa-carrara

La piaga dei precari della scuola, tra stabilizzazione, contratti a termine e graduatorie, è stato il tema affrontato nell’incontro in videoconferenza organizzato dal segretario regionale Uil Scuola Rua Toscana Carlo Romanelli, responsabile della sezione di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Ospite Noemi Ranieri, segretaria nazionale Uil Scuola. Sono state 175 le persone collegate, a testimonianza che il problema è particolarmente sentito.

«È stata una riunione informativa necessaria – ha ribadito Romanelli – perché questi sono stati mesi caldi in cui la Uil Scuola si è trovata in prima linea a contrastare le indicazioni ministeriali, appoggiata anche da Cristina Grieco che, oltre ad essere assessore regionale all’Istruzione, è anche coordinatrice degli assessori regionali all'Istruzione in Conferenza delle Regioni. Abbiamo più volte avuto incontri con i membri della task force voluta dalla ministra Azzolina, cercando con difficoltà delle aperture che spero ci saranno, perché questo ministero è sordo verso le istanze della scuola e dà ad ogni problema una risposta burocratica. Settembre è vicino e non ci sono indicazioni precise su come verrà avviato il prossimo anno scolastico».

Ranieri si è detta «fortemente preoccupata di come verrà gestita, secondo le notizie ad oggi, la fase di ripartenza, considerando che già in condizioni normali è il periodo più delicato dell’anno, al quale si aggiungerà l’incertezza sullo sviluppo dell’epidemia, la necessità di mettere sotto contratto un esercito di precari (si parla di 60 mila posti liberi a fronte di una copertura di 25 mila stabilita dal Miur) per dare stabilità ad un settore che conta 1 milione di operatori, 8 milioni di studenti e 16 milioni di genitori, che ha oltretutto l’obbligo costituzionale di fornire un servizio fondamentale per la società civile. Occorre ridare dignità alla scuola e ai suoi lavoratori, cercare sistemi equi di assegnazione degli incarichi perché si stanno verificando delle situazioni mai viste, come l’inserimento in graduatoria dei non aventi ancora titolo e discriminazione dei percorsi formativi di ognuno con l’assegnazione selvaggia dei punteggi. Come Uil Scuola siamo stati gli unici ad aver denunciato la ministra di comportamento antisindacale e di rifiutare un confronto costruttivo per risolvere le questioni nevralgiche». Ha proseguito: «Abbiamo lottato per l’incremento di organici e stiamo lottando contro le misure di dimensionamento e le nuove norme introdotte che porteranno ad un aumento di precariato. È ora anche di smettere di considerare i docenti come i bancomat delle Università che speculano sulla formazione continua e di cambiare sempre le carte in tavola».

Tra le ricette avanzate, una partecipazione più vasta e attiva ai vari flash-mob, scioperi e iniziative di protesta, fare fronte unico con tutti gli operatori scolastici, personale docente e Ata, senza differenza tra scuole di ogni ordine e grado. Mai come adesso l’unione deve fare la forza. —

daniela marzano

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