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I Medici per l’Ambiente: «Deve ripartire subito il programma bonifiche»

I Medici per l’Ambiente: «Deve ripartire subito il programma bonifiche»

L’Isde teme che l’emergenza Covid 19 freni gli interventi e che gli effetti della pandemia si sommino a quelli provocati dai veleni nella zona industriale

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L'emergenza Covid che ha bloccato il paese sembra avere fermato anche molti percorsi importanti per il territorio. Come quello delle bonifiche. È questa la preoccupazione che spinge l’associazione dei Medici per l’Ambiente, Isde (International Society of Doctors for Environment) di Massa e Carrara, a chiedere a Regione Toscana, ASl nord-ovest, Cnr, Ars a che punto è la situazione bonifiche nell’area dell’ex polo chimico di Massa Carrara dopo lo tsunami Covid 19.

A fine gennaio scorso, ricordano Alberto Rutili, Gioacchino Cancemi e Matteo Fontana – i tre medici che firmano il comunicato – « è stato firmato l’accordo tra questi enti per procedere sulla base della delibera della Giunta della Regione Toscana del 9 dicembre 2019. Era infatti previsto un cronoprogramma piuttosto intenso che comprendeva “...uno studio epidemiologico micro-geografico, … potenziamento di alcune attività sanitarie territoriali come: miglioramento delle liste di attesa, visite specialistiche per la prevenzione, diagnosi e cura degli abitanti e occupati nella Zona industriale apuana, miglioramento dei servizi su diagnosi prenatale e malformazioni congenite; prevenzione con screening oncologici, promozione dei corretti stili di vita e prevenzione cardio-vascolare”».

Dunque, dicono i Medici per l’Ambiente, «noi siamo ben consci dell’uragano Covid-19 che ha colpito il mondo, e la nostra Provincia in maniera particolarmente dura: abbiamo seguito e partecipato allo sforzo di assistenza e cura in questa emergenza, conosciamo l’impegno di tutti i servizi sanitari oltre che dei pediatri e dei medici di famiglia. Per quanto non sia un dato chiaramente dimostrato, la “sofferenza“ ambientale di certi luoghi ha in qualche modo provocato situazioni di “sofferenza“ sanitaria da Covid-19, come è avvenuto nel nord Italia, e in pari misura a Massa-Carrara. La nostra Provincia, ampiamente studiata dal Cnr nel report Sentieri, presenta eccessi di mortalità per vari tipi di tumori, come anche numerose malformazioni, in particolare nei Comuni di Massa e di Carrara, dove il polo industriale della chimica ha lasciato pesanti situazioni di inquinamento. Una conferma viene dalla lettura della Relazione sanitaria aziendale della Asl nordovest, in cui si vede la Zona Apuane primeggiare in molte patologie neoplastiche, con la compagnia della vicina zona Versilia. Purtroppo i dati sono quelli che già conosciamo, riferiti ai trienni 2012-2015 e 2015-2017. E viene anche da meravigliarsi di come, in questa epoca altamente informatizzata, ci siano dei dati così vecchi».

Il timore dei medici Ìsde è che, in prossimità del 32° anniversario dello scoppio della Farmoplant, la grave situazione sanitaria che ha portato a tanti decessi Covid si continui a sommare a quelli in qualche modo legati alla presenza di inquinanti nella zona industriale. I programmi di bonifica seri e si spera efficaci, sono infatti ancora al punto zero, in fase di studio dopo le indagini sulla falda effettuate nello scorso anno». Per questo Isde ritiene che sia urgente iniziare le azioni previste dal cronoprogramma della Regione, per indagare sui rapporti tra il vecchio polo chimico e le patologie della nostra zona. —



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