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la questione aperta 

Poste a mezzo servizio, lunghe file e disagi «Facciamoci sentire»

cristiano borghini
Poste a mezzo servizio, lunghe file e disagi «Facciamoci sentire»

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licciana nardi

Il ritorno alla normalità, in quest’era post Covid-19, avanza a piccoli passi, non solo per la routine dei cittadini, quanto per l’erogazione dei servizi. Durante il lockdown imposto dalla pandemia che l’Italia si è ritrovata ad affrontare, sono stati molteplici gli uffici pubblici che hanno chiuso, avvalendosi dello smart working e che ora, in questa fase di convivenza forzata con il virus, dovrebbero tornare a dare il loro supporto ai cittadini. Dovrebbero appunto, il condizionale diventa d’obbligo, visto che si stanno registrando ritardi nelle riaperture.

Anche il comune di Licciana Nardi è toccato da questo fenomeno, come spiega il capogruppo di minoranza Francesco Micheli: «Sono tanti gli uffici postali in Lunigiana che stanno mantenendo un orario ridotto dopo le chiusure di marzo durante il picco dell’emergenza Covid-19. A Licciana l’ufficio postale continua a rimanere chiuso per metà della settimana, causando code e disagi per i cittadini. Le parziali riaperture non bastano, e le scelte di Poste Italiane rischiano di penalizzare le zone periferiche e creare disagi ai cittadini più fragili. Senza contare il rischio di assembramenti. Cosa succederà ad agosto durante il periodo di ferie?».

Micheli chiede uno sforzo congiunto per superare questa impasse, che colpisce, ancora una volta, le aree montane mettendo i cittadini in forte difficoltà nel momento di accedere ai servizi: «È fondamentale tutelare la salute e l’incolumità dei dipendenti postali, allo stesso tempo serve garantire un servizio essenziale di pubblica utilità per i Comuni e le zone periferiche e montane della Lunigiana. Se non ci sono servizi non possiamo pretendere che la gente continui a vivere qui». Lancia un monito Micheli: «Le chiusure temporanee legate all’emergenza Covid non possono diventare definitive. Bisogna convocare al più presto un tavolo di confronto istituzionale con la dirigenza di Poste per risolvere il problema partendo dal livello regionale. Non si può continuare a mettere toppe per rimediare ai disagi creati da decisioni calate dall’alto, bisogna affrontare il problema alla radice e risolverlo confrontandosi tra i vari livelli istituzionali». —

cristiano borghini

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