Il dolore
«Togliamo i ponteggi da palazzo Ducale»
Gli esercenti chiedono un incontro con il presidente Lorenzetti «Alcuni di noi non possono mettere più i tavolini esterni»
massa
Un incontro con il presidente della Provincia. A richiederlo sono i commercianti del centro città, quelli ormai spazientiti alla vista dei ponteggi che circondano Palazzo Ducale. A quelle impalcature sistemate a mo' di protezione a dire il vero un po' ci hanno fatto l'occhio, considerato che sono presenti da più di tre anni. Ma non per questo smettono di sollecitare l'intervento delle istituzioni per rimuoverle, così da permettere ai turisti, ma anche ai cittadini, di poter godere della vista in tutta la sua bellezza del palazzo rosso e bianco, colori che Teresa Pamphili, nipote di Papa Innocenzo X e moglie di Carlo II Cybo-Malaspina, scelse per celebrare l'importanza dello Stato Pontificio.
«Il problema è noto: la situazione è ferma da anni. – commenta Fabrizio Belatti della drogheria Gli Svizzeri - Prima sono venute le transenne, poi le impalcature. Questo è l'unico palazzo che abbiamo - dice il commerciante - e che dovrebbe essere il simbolo della città».
Secondo il titolare del negozio storico di spezie e prodotti tipici, la rimozione di quell'allestimento andrebbe infatti a migliorare non solo l'estetica del centro. Ma permetterebbe di apprezzare anche il valore simbolico che quel palazzo, e la storia che conserva, porta con sé. Nonostante le sollecitazioni, però, da parte delle istituzioni sarebbero arrivate solo una serie di rimpalli di responsabilità. «Noi abbiamo provato a parlare con le autorità - continua Belatti - ma è il solito muro di gomma e di rimpalli di responsabilità: sovrintendenza, provincia, comune. Ci sentiamo presi in giro».
Il malcontento è diffuso a sentire le parole degli esercenti del centro. Giorgio D'Agruma titolare de Il Salotto di via Cairoli spiega che in queste settimane la discussione legata alle impalcature del palazzo sarebbe nuovamente emersa. Da qui la volontà di tornare a chiedere alle istituzioni la rimozione: «Non è bello vedere un palazzo così. Stiamo parlando tra noi esercenti per cercare di ottenere un incontro con le istituzioni ma per il momento è tutto fermo alle parole. Cogliamo l'occasione quindi per chiedere questo incontro alla Provincia». E gli aspetti estetici e simbolici, per i commercianti non sarebbero gli unici da tenere in considerazione per la risoluzione definitiva del problema: «Io non posso più mettere i tavolini esterni – continua Belatti - e il bar accanto alla mia drogheria ha chiuso proprio per questo motivo. Inizio inoltre a domandarmi se esista veramente questo pericolo reale». Dalla provincia fanno sapere che la disponibilità ad un incontro c'è: "non viene negata a nessuno". —
camilla palagi
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