Sicurezza
«Perché altri 9.500 euro per i corsi di lingua?»
Francesco Molinari (XR8) invita l’amministrazione ad annullare la determina in autotutela, riservandosi di segnalare la cosa alla Procura e alla Corte dei Conti
Massa
Sul caso dei corsi comunali di lingue straniere, Francesco Molinari della società XR8 ha scritto una lettera aperta, partendo da quanto riferito proprio dal Tirreno lo scorso 4 giugno: “Corsi comunali di lingue straniere. Il Tar annulla tutto”; articolo nel quale si dà conto della sentenza del Tar di Firenze che accoglie il ricorso proposto dalla stessa società XR8 di Molinari Francesco & C. sas - «della quale sono socio accomandatario e legale rappresentante», specifica - e pertanto annulla la convenzione fra il Comune e l’Associazione Comunicare relativa all’erogazione di corsi comunali di lingua straniera per il biennio 2019-2021. Ricostruisce Molinari: «Tale sentenza, depositata dal Tar Toscana il 1° giugno, comunicata alle parti lo stesso giorno, e notificata con pec dal difensore di XR8 al Comune il giorno in cui è apparso l’articolo, è stata appellata dal Comune stesso al Consiglio di Stato, che deve ancora fissare l’udienza, certamente dopo la pausa estiva. L’appello del Comune è stato notificato il 24 giugno».
Nella lettera aperta, si fa notare che «il giorno successivo alla notifica dell’appello, la dirigente del settore con Determina n. 1214 del 25 giugno, ha disposto il pagamento a Comunicare di “ulteriori” Euro 9.500 per servizi aggiuntivi resi all’interno della convenzione, i cui contenuti sono stati pertanto estesi». La spesa - si ricava dalla determina - copre “la realizzazione del servizio di ripasso e consolidamento svolto a distanza, a favore degli utenti del laboratorio linguistico comunale nel periodo 9 marzo - 15 maggio 2020”, cioè durante il lockdown. Aggiunge Molinari: «Il mio avvocato ha già provveduto a inviare diffida al Comune invocando l’annullamento dell’atto in via di autotutela, riservandosi in difetto di segnalare tale condotta alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. Credo però sia giunto il momento di rivolgermi alla stampa per chiedere all’Amministrazione, il cui silenzio assordante mi ha circondato attraverso tutte le tappe di questa vicenda, risposta pubblica alle seguenti tre domande: Esiste un sistema di comunicazione interna al Comune che informi un dirigente dell’esistenza di un contenzioso, provvisoriamente risoltosi con una soccombenza dell’amministrazione in primo grado, prevenendo comportamenti che nella loro autonomia, possano produrre conseguenze patrimoniali prima di tutto a chi li ha emessi?».
E ancora: «Se questo sistema esiste, quali sono le pressioni politiche invincibili che possono indurre il medesimo dirigente all’emissione di un provvedimento di spesa che versa ulteriori somme di denaro del contribuente ad un soggetto privato per svolgere attività che – stante la motivazione della sentenza appellata – non offrono garanzia di economicità di gestione, e soprattutto facendo riferimento a una convenzione annullata dal Tar per assenza di una procedura di affidamento corretta e legittima?».
Infine, ultima domanda: «Se questo sistema di comunicazione non esiste, i dirigenti comunali sono autorizzati almeno a leggere la cronaca locale del Tirreno?».
M.B.
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