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Crisi di giunta a Licciana Due assessori contro, maggioranza in bilico

Cristiano Borghini
Crisi di giunta a Licciana Due assessori contro, maggioranza in bilico

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Cristiano Borghini / licciana

Soffierebbe aria di burrasca all’interno dell’amministrazione comunale di Licciana Nardi. Le voci di corridoio che si inseguono e diventano oggetto di dibattito nei salotti della politica lunigianese parlano di una crisi molto imminente nella maggioranza consiliare, provata da duri contrasti interni che impedirebbero una serena governance e una coesa gestione amministrativa del territorio.

Tensioni che sono cresciute di molto nelle ultime settimane e che hanno avuto un escalation parecchio rapida negli ultimi quattro giorni. Facendo riferimento a questi rumors che si muovono all’interno del municipio, nella serata di martedì si sarebbe accesa una lite particolarmente animata, durante una riunione di giunta, tra gli assessori Mattia Zoboli e Giovanna Valeri. A quanto sembra urla, porte sbattute e reciproche accuse sono risuonate tra le mura del palazzo comunale, sintomo di una profonda divergenza tra le forze, con Barbara Germi che tra l’altro pare sempre più defilarsi dal progetto politico lanciato dal sindaco Renzo Martelloni, un progetto partito una volta raccolto il testimone dal compianto primo cittadino Pierluigi Belli. Martelloni, però, più volte cercato ieri da Il Tirreno, non si è fatto trovare e dunque non ha fornito spiegazioni su quanto sta accadendo, se la crisi è reale e insanabile oppure se ci sono margini di trattativa per ricomporre lo scontro e ritrovare serenità.

Una crisi che giunge dopo solo un anno di mandato e che potrebbe compromettere il futuro dell’amministrazione, se non si riuscirà a trovare una soluzione che possa mantenere unita la maggioranza per tutta la durata della legislatura, che è ancora lunga. Per la Lunigiana si tratterebbe della seconda crisi politica in seno alla maggioranza di una realtà amministrativa locale, dopo quella di appena due mesi fa che ha coinvolto il Comune di Filattiera. Ma le due crisi hanno tratti distintivi differenti: mentre a Filattiera le frizioni interne sono sfociate in una seduta consiliare di fuoco, con la revoca delle deleghe e della carica al vicesindaco Giovanni Longinotti (che pur resta in maggioranza), a Licciana Nardi invece riscontriamo uno scontro diretto tra due assessori, membri della giunta comunale, che hanno visioni diverse sulle mosse da intraprendere per quanto concerne l’azione amministrativa sul territorio, con un primo cittadino che sembra restare spettatore impassibile di quello che starebbe accadendo nella sua maggioranza.

Nei prossimi giorni si scoprirà se saranno necessarie misure di riavvicinamento per lasciarsi alle spalle quest’episodio, cercando una soluzione che allontani lo spettro di un possibile ritorno alle urne (sarebbe il terzo a Licciana nel giro di poco meno di cinque anni) qualora queste incomprensioni emergessero nel corso di un consiglio comunale, con l’amministrazione incapace di mantenere la sua maggioranza durante una votazione.

Una situazione alquanto delicata quella che dovrà gestire Renzo Martelloni, più abituato ad accendere gli animi che a spegnerli, la cui risoluzione sancirà il futuro del governo di Licciana. —

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