Sicurezza
Vannucci: vi spiego la bufala dei grillini di Carrara sul marmo
Parla il consigliere che ha presentato 58 emendamenti negli ultimi due consigli comunali: i beni estimati sono spariti dai radar
Alessandra Vivoli / CARRARA
«Ve la spiego io la grande bufala grillina sul lapideo. Hanno fatto poco più di nulla, hanno ripreso quanto in passato avevano aspramente criticato e, questa è la cosa più grave, non hanno ancora approvato i Pabe. Senza i piani di autorizzazione di bacino le cave e le aziende rischiano di non poter andare avanti».
Parla Andrea Vannucci, ora consigliere sui banchi dell’opposizione, ma con un passato da vicesindaco e di assessore al lapideo. Insomma uno che di regolamento e di agri marmiferi ne mastica da anni, tanto che sono suoi 58 degli emendamenti presentati in sede di discussione nelle due sedute fiume del consiglio a palazzo civico.
Vannucci comincia proprio dai Pabe.
«Questi piani – spiega – sono indispensabili per far rinnovare le autorizzazioni in scadenza, sennò qui si chiude tutto». «È bene capirlo che per l’approvazione dei Pabe bisogna tornare in consiglio comunale perché ad oggi manca ancora il passaggio in Regione che deve valutare le risposte dei tecnici di palazzo civico e quindi le valutazioni sulle osservazioni potranno cambiare in conformità con le normative – continua – Insomma se oggi un imprenditore del lapideo va in Comune a chiedere il suo piano di escavazione, beh non avrà risposta. Questo significa molto per chi deve investire e per chi ha la responsabilità di posti di lavoro».
La riflessione di Andrea Vannucci si sposta poi su un piano più politico.
«Siamo in cui l’attuale sindaco in passato, come membro della commissione marmo (2012/2017) e in seguito (2015/2017) alzando i toni ha parlato in modo molto netto di alcune questioni del lapideo – dice Vannucci – Penso ad esempio ai beni estimati: per De Pasquale una cosa semplice, da sbrigare in quattro e quattr’otto. Lo stesso valeva per l’eliminazione dei ravaneti, la chiusura delle cave che producono sotto il 25%e la tassazione blocco per blocco. Chi non fa questo, diceva proprio De Pasquale, era “ladro o connivente”».
«Le promesse erano queste, prima che l’amministrazione grillina si mettesse a lavorare – continua Vannucci – La prima cosa a cui hanno rinunciato è la questione dei beni estimati. Io ho sempre detto che andavano sistemati sulla scorta di una legge: questi hanno fatto prima, li hanno fatti sparire dai radar. La figura del socio esperto, che i grillini sui banchi dell’opposizione chiamavano “socio parassita”, è stata istituzionalizzata fino al 2023, mentre le concessioni andranno a gara sì, ma solo fra 25 anni».
«Ma ci sono anche aspetti che definirei insidiosi nel nuovo regolamento – prosegue – Non c’è più possibilità di un accordo di sistema, con le associazioni di categoria. Gli accordi si fanno con gli imprenditori, con una discrezionalità che può essere preoccupante». –
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