Il dolore
Dà fuoco alle sterpaglie e muore carbonizzato
Atroce fine di un 86enne di Signano. Alberto Barbieri ex barista era lo zio del compianto sindaco di Fivizzano Paolo Grassi
Alessandra Vivoli / fivizzano
Stava bruciando alcuni arbusti nei terreni di sua proprietà, a Signano di Fivizzano. Secondo le prime ricostruzioni aveva appena acceso il fuoco quando è tornato nella baracca accanto ai campi per prendere degli attrezzi.
Le fiamme lo hanno sorpreso all’improvviso, forse alimentate dal forte vento.
Per Alberto Barbieri, 86 anni di Fivizzano, non c’è stato nulla da fare. Forse ha provato a chiedere aiuto ma non c’è stato nulla da fare: è morto carbonizzato nei terreni che amava così tanto.
Una tragedia, quella della atroce morte di Barbieri, che ha sconvolto la comunità di Fivizzano. Alberto lo consocevano tutti: era lo zio del compianto sindaco Paolo Grassi La la madre dell’ex primo cittadino era sua sorella) e per anni aveva gestito il bar Elvetico in piazza Medicea mentre la figlia era stata titolare del forno tipico di Signano.
Insomma una famiglia nota e stimata. Alberto Barbieri in passato si era trasferito a La Spezia, dopo aver lasciato il bar, ma poi, da pensionato era tornato a fare l’agricoltore nella sua terra.
Le sue passioni erano note, ed erano semplici. Amava la terra, vedere crescere i suoi frutti, ma anche andare a ballare il liscio, nelle balere come una volta. Un altro grande amore era la Juventus di cui era tifoso sfegatato.
Una vita semplice quella di Alberto Barbieri e una morte terribile.
L’allarme è arrivato dopo le 19 di ieri, il fumo usciva dalla baracca nei terreni di Signano. Di Alberto nessuna traccia. Subito sono stati allertati i vigili del fuoco di Aulla che hanno spento le fiamme ma anche fatto la terribile scoperta: in quella baracca c’era un corpo carbonizzato, era quello di Alberto Barbieri.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri ma la ricostruzione dei fatti è molto semplice: il rogo sarebbe divampato non lasciando scampo all’ottantaseienne di Fivizzano. Una morte atroce e una comunità intera che piange uno dei suoi decani.
—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
