Il Tirreno

la città che non va 

Cassetta Enel divelta Vetri rotti in piazza

luca barbieri
Cassetta Enel divelta Vetri rotti in piazza

Dal centro di Marina a Carrara (davanti al teatro Animosi) maleducazione e vandalismi. E i negozianti chiedono aiuto

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CARRARA

Sporcizia, bottiglie spaccate, la piazza “macchiata” e anche alcuni tavoli svitati “in eredità” dalla nottata. E allora i titolari dei locali, a cui l'indomani tocca anche il compito di pulire, non ci stanno e lanciano un appello verso le istituzioni: «Facciamo squadra contro il degrado: non ci abbandonate». La fotografia arriva da piazza Battisti (ma anche da piazza Alberica) e cattura le zone del centro di Carrara nel “day after”. Chi si fa portavoce dell'accorato appello è Silvia Helene Alessandroni dell'Animosi Caffè che da tempo anima piazza Battisti a suon di eventi con la musica (ma non solo) protagonista e che ha riaperto il 18 giugno dopo l'emergenza sanitaria Covid-19.

«Ormai sappiamo già che la mattina successiva dobbiamo alzarci prima per andare a pulire quello che viene fatto in sostanza dal momento della chiusura serale in poi». Una scena che si è ripetuta anche nella giornata di domenica scorsa e che, prima Silvia condensa in uno sfogo via social, poi ci racconta in maniera articolata. «Sabato notte, alle 2,30 circa, quando siamo andati via abbiamo pulito tutto come sempre. Ci siamo trovati ieri (domenica per chi legge, ndc) con tavoli svitati, bottiglie di birra sparse per la piazza (un'altra volta invece avevamo trovato delle lattine che noi, sottolineo, non vendiamo) e anche chiazze per tutta la piazza che puliremo, sempre se ci riusciremo, con tanto di cattivi odori», ripercorre.

E gli strascichi del week-end hanno fagocitato anche la vicina piazza Alberica: «Al Cibart questa volta hanno rotto le sedie, in precedenza avevano spaccato un bellissimo tavolo marmoreo; il tutto a fare il paio con la piazza sporca», continua. Insomma, dopo l'attesa riapertura ricalibrata secondo le norme anti-contagio, dopo varie settimane di porte chiuse per via dell'emergenza, adesso, riflette, «non è che possiamo avere danni ogni volta, per noi e per la nostra clientela. Collaborazione fra privati ed enti pubblici, questo è fondamentale per Carrara; noi ci siamo e puliamo, come altri, e posso citare Merope, Leon d’Oro, Cibart, Roma». Arriviamo così all'appello. «Cosa chiediamo? Un accordo tra Comune e forze dell'ordine per proteggerci. Noi ci proviamo a lottare contro il degrado e vi dirò di più: Carrara centro dal giovedì al sabato sera – compresi – è popolata, sarebbe bello aprissero anche tutti i negozi, mettendosi di fatto al passo con realtà vicine perché non abbiamo davvero nulla di meno; per lottare contro il degrado, tutti insieme. Siamo propensi, se ci ascoltano, a munirci di telecamere a nostre spese, ma non ci abbandonate...», la chiosa che arriva dal centro.

Nel frattempo, a una manciata di chilometri, dai gruppi social cittadini rimbalza, a proposito di quello che non va, una cartolina che arriva dalla centralissima piazza Ingolstadt a Marina di Carrara: una cassetta di distribuzione dell'energia elettrica (che serve le varie utenze in prossimità) divelta. E inoltre, rimanendo sempre sul litorale, un gruppo di residenti torna sul tema “movida” dopo la petizione lanciata nelle scorse settimane: «Qui la notte da venerdì a domenica non si dorme più. Urla, schiamazzi e un week-end sempre più da far-West. La situazione va risolta». —

luca barbieri

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