Sicurezza
«900 richieste di aiuto a morire»
Alla vigilia del processo a Marco Cappato e Mina Welby i numeri dell’associazione Coscioni dal 2015
massa
Alla vigilia dell’udienza di domani presso la Corte di Assise di Massa nuova udienza del processo a Marco Cappato e Mina Welby per l'aiuto al suicidio fornito a Davide Trentini arriva una nota dell’associazione Luca Coscioni.
«Sono circa 900 richieste arrivate in Associazione Luca Coscioni dal 2015 - si legge nella nota - Il tema del fine vita ora resta d’attualità, almeno nei tribunali, grazie alle disobbedienze civili. Domani infatti, Marco Cappato e Mina Welby compariranno davanti alla Corte di Assise di Massa per l’aiuto al suicidio offerto a Davide Trentini, 53 enne malato di SLA da trent’anni quando nell’aprile del 2017 decise di metter fine alle insopportabili sofferenze optando per il trasferimento in Svizzera, dove ricorse al suicidio assistito con l’aiuto di Mina Welby - che fornì aiuto per completare la documentazione necessaria accompagnandolo poi fisicamente - e Marco Cappato, che lo sostenne economicamente, raccogliendo i soldi che gli mancavano attraverso l’associazione Soccorso Civile di cui fanno parte entrambi insieme a Gustavo Fraticelli. Il giorno dopo, Mina Welby e Marco Cappato, rispettivamente co-Presidente e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni si presentarono presso la Stazione dei carabinieri di Massa per autodenunciarsi. L’evoluzione del caso Trentini potrebbe aggiungere ulteriori elementi per rendere necessaria la trattazione del tema da parte del Parlamento, in quanto il processo di Massa ha un valore ulteriore rispetto al precedente che ha coinvolto Marco Cappato, perseguito per l'aiuto fornito a Dj Fabo».
« Infatti - prosegue la nota - la rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale dello scorso novembre ha legalizzato l’accesso al suicidio assistito alla presenza di quattro “Criteri oggettivi, in particolare non è punibile “chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetto da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”- Sono tre i requisiti certamente posseduti da Davide Trentini (patologia irreversibile, fonte di sofferenze intollerabili e capacità di intendere e volere), quella che rimane da dimostrare è la quarta condizione prevista».
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