Sicurezza
Venturini: la Cgil era pronta a pagare per una transazione
Massa-Carrara
Roberto Venturini (foto), ex segretario Fillea, dopo che il giudice ha confermato il licenziamento fatto dalla Cgil, in una nota dal titolo “A testa alta”, scrive: «Sono costretto ad intervenire sulla sentenza della Dott.ssa Agostini fermo restando che sarà il mio avvocato, come da mandato ricevuto di ricorrere alla Corte di Appello di Genova a predisporre le dovute argomentazioni giuridiche a sostegno della erroneità della stessa». E osserva: «Nella prima udienza la Dott.ssa Erminia Agostini ha formulato una proposta transattiva a me e alla Cgil, “… Propone alle parti di transigere la lite previa corresponsione a parte ricorrente della somma corrispondente a 12 mensilità, oltre contributo spese legali”; 12 mensilità - ricorda Venturini - equivalgono a € 36.601, inoltre la proposta richiedeva alla Cgil di pagarmi anche le spese legali e cioè ulteriori € 5.106,91». E ancora: «La Cgil che oggi proclama che “giustizia è fatta“ di fronte ad un lavoratore licenziato per avere falsamente accusato il segretario di brogli elettorali e di avere costretto lo scrivente ad effettuare brogli, avrebbe dovuto rifiutare subito la proposta di un accordo così consistente». «La cosa che ancora oggi però non mi spiego è che la Cgil ha accettato la proposta del giudice: avrebbe quindi pagato a me € 36.601,88 e al mio difensore ulteriori € 5.106,91; chi ha ragione non paga neppure 1 euro». Sottolinea Venturini: «Sono stato io a rifiutare di “monetizzare” il mio diritto e il mio silenzio. La causa si doveva fare per accertare la verita’ e così sperare di tornare al mio lavoro. La mia richiesta era di ascoltare le testimonianze per provare i brogli elettorali. Il Giudice ha negato inaspettatamente a me di provare questi fatti e senza alcuna istruttoria ha poi ritenuto legittimo il licenziamento in netta contraddizione con la proposta formulata in prima udienza e senza alcuna acquisizione di deposizioni testimoniali e/o di dicumenti che potessero giustificare un netto mutamento di pensiero in presenza dei medesimi fatti, scritti e documenti, a disposizione dello stesso Giudice nel momento in cui è stata formulata la proposta di accordo. La Cgil avrebbe pagato la somma di € 41.708,79 per ottenere un accordo questo deve essere chiaro a tutti».
E ripete: «Sarà la Corte di Genova (e se necessario la Cassazione) a valutare se sia almeno (e soltanto) indispensabile ammettere le prove per dimostrare quanto da me sostenuto e così giungere ad una discussione che tenga conto dei fatti come realmente accaduti e come provato da testi nel processo. Infine come non fare alcune valutazioni politiche: chi ha beneficiato dei brogli non è certo il sottoscritto che stava finendo il mandato da segretario e vicino alla pensione; pertanto sarebbe opportuno per la Cgil annullare il Congresso e commissariare la struttura di Massa-Carrara. Per chiudere : se le accuse da me mosse verso i vertici Cgil sono realmente così false ed infondate perché il Segretario Paolo Gozzani non ha sporto denuncia querela nei miei confronti?», conclude Roberto Venturini il suo intervento di replica alla Cgil.
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