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Dubbi sul piano del Cermec e sulle sinergie con Gaia

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Massa-Carrara

Le associazioni dei cittadini, in una nota, osservano di avere appreso «con piacere che Alessio Ciacci, presidente del Cermec, ha risposto puntualmente alle nostre domande, spiegando che al conferimento di 4500 tonnellate di rifiuti non differenziati da trattare negli impianti del Cermec - riferisce Ciacci - non è stato dato seguito. Il presidente ci tranquillizza anche sul fatto che il trattamento dei rifiuti avviene in maniera tale da non effettuare alcuno scarico nelle acque superficiali e nel Lavello. Pertanto - aggiungono - facciamo appello alle istituzioni competenti affinché indaghino ancora sull’origine dei problemi annosi che riguardano questo martoriato torrente, come pure delle emissioni odorigene in zona segnalate più volte dai residenti».

Al contempo, i cittadini «esprimono delle riserve sul progetto industriale proposto dal Cermec» (foto). Il riferimento è al progetto industriale per la futura ristrutturazione degli impianti del Cermec Spa (quello attuale è obsoleto). Tra i punti all’attenzione delle associazioni, il fatto che “…l’obiettivo è integrare l’impianto con i depuratori di Gaia sul Lavello così da prendere gli stessi fanghi che oggi il gestore idrico smaltisce in altri territori , con aggravi di costo, e sfruttarli per produrre compost attraverso una linea fanghi civili”. Il Coordinamento a questo punto si chiede: «come possono fidarsi i cittadini di un gestore come Gaia Spa, che addirittura ha avuto nel gennaio 2019 gli impianti posti sotto sequestro dalla magistratura per grave inquinamento ambientale?».

Inoltre, il Coordinamento chiede «chiarimenti rispetto all’utilizzo di questi fanghi di depurazione, venendo questi successivamente impiegati come ammendanti per l’agricoltura, essi possono contenere metalli pesanti e sostanze molto cancerogene. A questo occorre aggiungere che una recente legge ha deciso di applicare i limiti più ampi per detti inquinanti (in particolare gli idrocarburi). Non a caso il Governo pare stia predisponendo una nuova normativa di cui per ora non abbiamo ancora notizie. Senza pensare poi che sui fanghi di depurazione oggi si è aggiunto anche il problema della presenza del virus Covid 19». I firmatari sono Associazione per i Diritti dei Cittadini Adic Toscana Aps; Associazione 'Comitato Acqua alla gola Massa'; Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua; Movimento Consumatori Aps (Nazionale); Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa-Carrara; Magliette bianche di Massa-Carrara.



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