Il Tirreno

il cermec risponde alle associazioni 

«Qui niente rifiuti dal Lazio E non scarichiamo nel fosso»

«Qui niente rifiuti dal Lazio E non scarichiamo nel fosso»

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Il Cermec ha ricevuto unalettera aperta (pubblicata ieri dal Tirreno) scritta da alcune associazioni, preoccupate per l’accordo sul conferimento dei rifiuti dalla Regione Lazio voluto dalla Toscana e sul possibile rischio di scarico di rifiuti nelle acque superficiali. La società però respinge e chiarifica entrambe le ipotesi.

A proposito dell’accordo con i confinanti a sud spiegano: «All’accordo tra la Regione Lazio e la Regione Toscana, sottoscritto ad inizio 2020, non è stata data operatività. Agli impianti aziendali non sono stati conferiti rifiuti provenienti da fuori regione, come invece per numerosi anni (e per quantità ben superiori) è successo con il trattamento dei rifiuti provenienti dalla Liguria: rifiuti che, dopo il loro trattamento presso i nostri impianti, vengono avviati a discarica. Come è noto infatti Cermec è solo un impianto di trattamento dei materiali conferiti che poi hanno destinazioni verso impianti di riciclo o di smaltimento».

E tolgono qualche altro dubbio: «Gli impianti di Cermec non effettuano alcuno scarico in acque superficiali (né nel Lavello, che comunque non corre in contiguità con lo stabilimento, né nei suoi affluenti, come il canale Bersuglia). I percolati da trattamento del rifiuto sono raccolti in vasche chiuse e isolate e da qui smaltiti verso impianti esterni per il loro trattamento. Anche le acque di prima pioggia vengono inviate a depurazione a impianti terzi. È dunque da escludere che eventuali contaminazioni del Lavello possano essere causate dalle attività di Cermec».

Era stato anche chiesto se l’impianto Cermec fosse adeguato a ricevere ulteriori quantità di rifiuti indifferenziati e quali misure fossero state predisposte per tutelare l’ambiente e la salute pubblica oltre a quelle già previste dalle vigenti autorizzazioni. Il Cermec conferma che «stante l’attuale andamento dei conferimenti l’impianto è adeguato a ricevere i quantitativi oggetto dell’accordo col Lazio. Per chiarire i “volumi” di cui si parla, è bene precisare che il totale di 4.500 tonnellate diviso 300 giorni lavorativi restituisce un valore di 15 tonnellate al giorno: si consideri che un “bilico” (un Tir) ha una capacità fino a circa 26/27 tonnellate: per cui i conferimenti sarebbero pari a meno di tre scarichi a settimana. Per cui non si rendono necessarie misure di tutela aggiuntive rispetto a quelle già presenti nell’impianto».

Spiegano altresì che «nessuna sostanza chimica viene utilizzata nei processi produttivi. Quello di Cermec è un impianto Tmb: per il rifiuto urbano residuo, indifferenziato il trattamento meccanico-biologico prevede una prima fase di triturazione e vagliatura, per la separazione della “frazione secca” (inorganica) da quella “umida”, organica. La prima viene immediatamente allontanata a impianti esterni, la seconda viene posta in un parco di maturazione dove il materiale viene lasciato in media 3 settimane a maturare». —



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