Sicurezza
«Che brutto vedere il nostro consiglio militarizzato»
Parla il presidente dell’assise Michele Palma e spiega cosa è successo e cosa si è detto con i manifestanti
Alessandra Vivoli / carrara
È stato lui a interrompere il consiglio comunale.
Lo ha fatto quando ha visto entrare in aula la polizia per aiutare i colleghi della municipale che erano soltanto due - spiega - e non riuscivano a bloccare la gente che, da fuori, spingeva per entrare dentro al Comune.
Il giorno dopo di quella che definisce una “brutta pagina” della vita politica della città Michele Palma, presidente del consiglio comunale di Carrara, racconta quei momenti di tensione.
Spiega anche la decisione di uscire, solo, da palazzo civico e andare a parlare con i manifestanti. E traccia la strada per il futuro che passa necessariamente attraverso il dialogo. Il presidente Palma non affronta la questione dal punto di vista politico (la questione marmo ieri era ancora al vaglio del consiglio) ma spiega quanto è successo.
Presidente Palma partiamo dalla sua decisione di sospendere il consiglio.
La decisione l’ho presa nel momento in cui ho visto entrare in aula la polizia. Ho sospeso il consiglio e ho chiesto immediatamente alle forze dell’ordine cosa stava succedendo.
Mi hanno spiegato - continua il presidente Palma - che stavano spingendo, da fuori, per entrare in consiglio e i due agenti della municipale da soli non erano in grado di bloccare l’ingresso in aula che, per le normative anti covid, deve essere regolamentato.
Poi ha scelto di andare giù a parlare con i manifestanti.
Ho deciso da solo di scendere da palazzo civico. Ho chiesto alla polizia di farmi uscire senza accompagnarmi. Ho capito subito che i ragazzi non avevano intenzioni violente e non volevo creare ulteriori conflitti uscendo insieme agli agenti. Ho scelto la strada del dialogo.
Lei ha fatto anche una richiesta particolare alla polizia.
Sì, ho chiesto di togliere il reparto antisommossa da palazzo civico, lo ripeto, non c’era motivo di temere atti di violenza, e quindi quella immagine proprio non mi piaceva. Naturalmente ho anche ringraziato e ringrazio la polizia che stava facendo il proprio lavoro e che ha comunque permesso il regolare svolgimento della seduta del consiglio.
Cosa ha detto ai manifestanti?
È stato molto semplice. Ho aperto la porta e ho visto tante persone che conosco, ma anche tante che venivano da fuori e che mi sembravano le più agitate. Ci siamo messi a parlare e ho chiesto loro cosa volevano e quali fossero le ragioni della protesta. Mi hanno detto di sospendere il consiglio per organizzarlo in un’altra data quando poteva essere presente il pubblico. Ho spiegato che con le normative anti covid sarebbe stato molto difficile e che il regolamento doveva essere approvato e sarebbe stato molti difficile rinviare ancora. Ho portato la richiesta ai capigruppo e, dopo averne discusso insieme, abbiamo deciso di fare entrare una delegazione. Un gruppetto che avrebbe potuto stare distanziato e quindi nel rispetto della di sicurezza imposta dalle normative.
Come legge il giorno dopo quanto è accaduto in consiglio?
È una pagina che non mi è piaciuta. Non mi è piaciuta l’idea di un consiglio comunale militarizzato ma ho trovato, allo stesso tempo, antidemocratico bloccare i lavori del consiglio comunale. Credo che sia doveroso trovare un equilibrio. Non è una cosa facile ma credo che sia fondamentale trovare un dialogo. La strada è questa.
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