Sicurezza
«Odori acri diversi dal solito Cosa succede al Cermec?»
lettera aperta delle associazioni dei consumatori e i rifiuti del lazio
Massa-Carrara
Le associazioni dei consumatori, con una lettera aperta, chiedono informazioni circa il conferimento di rifiuti non differenziati al Cermec provenienti dalla regione Lazio. Lo chiedono al Presidente della Regione Enrico Rossi, ai sindaci Francesco Persiani e Francesco De Pasquale, al Direttore Generale Ato Toscana Costa Franco Borchi; al presidente del Cermec Alessio Ciacci; al Direttore Generale di Arpat Marcello Mossa Verre; al Prefetto Paolo D’Attilio; al Comandante della Capitaneria Luciano Giuseppe Aloia. I firmatari sono Associazione per i Diritti dei Cittadini Adic Toscana; Aps Associazione 'Comitato Acqua alla gola Massa'; Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua – Movimento Consumatori Aps (Nazionale); Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa-Carrara; Magliette bianche di Massa-Carrara.
Ricordano che la delibera del 20 febbraio della Regione Toscana prevede di conferire all’impianto della società Cermec spa, i rifiuti urbani non differenziati (Cer 20.03.01) provenienti dalla regione Lazio (Roma Capitale) destinati a trattamento presso il suddetto impianto, per un quantitativo pari a 4.500 tonnellate. Il punto è - si fa notare - «che i cittadini residenti nella zona adiacente al fosso Lavello, hanno rilevato che, in quest’ultimo mese e in particolare in questi ultimi giorni, l’acqua del fosso stesso si presenta biancastra ed ha un odore acre diverso da quello solito, tanto che i cittadini stessi, molto preoccupati, più volte sono stati costretti a chiamare le istituzioni competenti»; perciò si chiede con urgenza: «Quali sono le sostanze chimiche che vengono utilizzate per il trattamento di questi rifiuti non differenziati; se le quantità di rifiuti che arriveranno al Cermec superano quelli della autorizzazione attuale a questo impianto; se l’impianto Cermec è adeguato a ricevere ulteriori quantità di rifiuti indifferenziati, quali misure sono state predisposte per tutelare l’ambiente e la salute pubblica oltre a quelle già previste dalle vigenti autorizzazioni; quali sono gli impianti toscani che, dopo il trattamento nei due impianti citati nella delibera (L’altro impianto è l’Ersu Spa) dell’accordo, riceveranno i rifiuti per lo smaltimento finale e che autorizzazioni hanno».
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