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Imm e Paradiso Spa: scintille fra l’opposizione e il sindaco

Irene Rubino
Imm e Paradiso Spa: scintille fra l’opposizione e il sindaco

Per il contenzioso con Franzoni, Vannucci chiede le dimissioni di De Pasquale Il primo cittadino: le soluzioni semplicistiche sono solo demagogia offensiva

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Irene Rubino / CARRARA

Dalla situazione della Imma alla vicenda della Paradiso spa. Sono stati alcuni dei temi al centro dell’ultimo consiglio comunale.

IMM

La delibera per il ripiano delle perdite della Imm viene approvata in consiglio comunale, ma non convince l’opposizione: il Pd abbandona l’aula, per il gruppo “Insieme per Carrara” il piano di risanamento è fumo. «Si tratta di un intervento a lungo discusso e oggetto di un iter lunghissimo – ha spiegato il vicesindaco con delega al bilancio Matteo Martinelli – la Regione ci ha chiesto di modificare lo statuto conformemente alla legge Madia, prima di un intervento di ripiano necessario per la crisi. La società rappresenta un patrimonio per la nostra città, e dobbiamo muoverci per darle un futuro in un momento difficile». Per Gianenrico Spediacci di Insieme per Carrara le quasi 70 pagine del piano di risanamento non convincono: «Siamo allibiti dalla pochezza della parte propositiva relativa allo sviluppo. Come si può chiedere al pubblico d’intervenire con un milione e mezzo di euro senza presentare proposte concrete? Il sospetto è che gli amministratori stiano giocando con il futuro della Imm, se non è già ampiamente compromesso. Si investono risorse per convertire la struttura fieristica in modo da poter essere più appetibile, ma da quali mercati e quali operatori?» Il gruppo del Pd ha lasciato l’aula al momento della votazione: «Siamo venuti a conoscenza che quella previsione di pareggio potrebbe essere spostata addirittura al 2025 – ha spiegato Cristiano Bottici – il pensiero che questo pareggio possa essere rimandato modifica la nostra posizione. Stante la situazione covid, non è chiaro se i requisiti della legge Madia saranno rispettati. La deliberazione è passata coi voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari dell’opposizione, a eccezione dei membri del Pd.

PARADISO SPA

Sul contenzioso con la Paradiso è intervenuto Andrea Vannucci in sede d’interrogazione, arrivando a chiedere le dimissioni del sindaco: «L’amministrazione ha dichiarato in questa sede e in pompa magna di aver risolto il contenzioso con la Paradiso spa; passando dalle parole ai fatti ci si è resi conto di aver creato le premesse dell’enormità del danno erariale che il Comune avrebbe subito. Si è fatta una retromarcia disonorevole senza nessuna assunzione di responsabilità. Adesso si sta cercando di far passare l’idea che il contenzioso sia chiuso, visto che esiste una sentenza definitiva, mentendo spudoratamente perché la causa che deve quantificare il danno è tutta da discutere, siamo appena al primo grado. La perizia che stima il danno a 12 milioni di euro dice chiaramente che tale cifra deve servire da base».

il sindaco

«Dal dibattito in consiglio comunale sul contenzioso con la Paradiso Spa sono emerse ricette fai da te, senza alcun fondamento legale e a dir poco raffazzonate. Lasciare intendere che una vicenda così complicata, anche e soprattutto dal punto di vista giuridico, abbia soluzioni semplicistiche è una forma di demagogia offensiva per i cittadini»: il sindaco Francesco De Pasquale torna così su uno dei temi caldi della seduta del consiglio comunale di ieri sera che ha affrontato anche la questione del contenzioso con la Paradiso Spa.

Nello specifico della vicenda è entrato il vicesindaco Matteo Martinelli: «Ho preso in considerazione la proposta di transazione avanzata dalla controparte solo perché prevedeva la possibilità di spalmare il debito su un periodo lungo e solo perché questo, mi era stato detto, avrebbe evitato il default delle casse del comune. Se l’ho valutata e ne ho parlato è stato perché ero in possesso di una serie di pareri tecnici favorevoli alla transazione, che non mi sono inventato». Martinelli torna anche sulle ragioni che hanno convinto l’amministrazione a un cambio di strategia: «A seguito di un approfondimento innescato dall’individuazione di nuova documentazione, la Giunta ha chiesto di valutare ulteriormente la questione. E’ stato quindi chiesto un nuovo parere legale. Questo parere, a firma del Prof.Scudieri, è stato tranchant: non solo l’importo non era vantaggioso ma neppure era dilazionabile in molti anni. Abbiamo cambiato idea? Sì, lo abbiamo fatto ma questa non è certo una colpa».

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