Il Tirreno

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No al regolamento agri Ambientalisti sotto al Comune

L’iniziativa promossa da Athamanta per giovedì alle 18 quando in aula si discuterà il nuovo testo per le cave

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Carrara

Sotto al Comune per dire “no” al regolamento degli agri marmiferi di Carrara. Dal gruppo Athamanta per giovedì dalle 18 lanciano il presidio che si terrà proprio durante il consiglio comunale con al centro, tra gli altri temi del lapideo, l'approvazione del regolamento. Con loro altre realtà associative del territorio: Casa Rossa Occupata, Legambiente Carrara, L’Altezza della Libertà, Grig-Gruppo Intervento Giuridico onlus, Circolo Culturale Anarchico Gogliardo Fiaschi, Medicina Democratica-coordinamento toscano, Italia Nostra Apuo-Lunigianese, Coordinamento l’acqua di tutti, Associazione consumatori Adic Toscana, Accademia Apuana della Pace, Collettivo Studentesco Tirtenlá, Fridays for Future Carrara, Massa e Pisa, Trentuno Settembre e Tam Cai Massa. «Partendo dai capisaldi che già avevamo illustrato durante la due giorni organizzata a fine gennaio all'ex ospedale San Giacomo a Carrara, insieme a tutte le realtà che avevano partecipato alla manifestazione in difesa delle Apuane del 4 gennaio scorso, durante il lockdown abbiamo costruito un percorso di formazione e informazione sulla riproduzione delle dinamiche del capitalismo estrattivo nelle Alpi Apuane e in particolare sullo sfruttamento del territorio e delle risorse comuni e l'impoverimento economico, culturale e ambientale che ne sono dirette conseguenze», spiegano da Athamanta che il 7 maggio, ricordiamo, aveva coinvolto in un’assemblea pubblica oltre 60 esponenti delle realtà territoriali che si occupano di ambiente e territorio nell’area apuo-versiliese per la discussione del nuovo testo. «Durante l’assemblea pubblica – continuano – ci siamo posti l’obiettivo di analizzare tutti i fattori in gioco, convinti che questo sia il miglior approccio per porre le basi della trasformazione necessaria per un futuro in cui la contrapposizione tra lavoro e ambiente non veda soccombere ulteriormente le istanze vitali di quest’ultimo sotto i devastanti colpi del profitto e del ricatto occupazionale». «Grazie al prezioso patrimonio di conoscenze e di esperienze dei partecipanti abbiamo contribuito alla nascita di un percorso condiviso per la tutela del territorio e delle Alpi Apuane. Siamo convinti che la difesa del territorio non sia materia da delegare a istituzioni che hanno già ampiamente dimostrato il loro fallimento e che confermano, nell'articolazione di questo nuovo regolamento, la totale inadeguatezza dei presupposti su cui oggi si basa la gestione del territorio. Si tratta di un sistema ormai completamente asservito al mercato e al profitto che non tiene conto dei bisogni delle persone e dell’ambiente. È indispensabile uno sforzo collettivo per la costruzione di un percorso condiviso che sappia coinvolgere chi abita questo territorio e che metta a sistema tutti gli aspetti dello sfruttamento: devastazione ambientale e disoccupazione, dalle montagne alla zona industriale; dissesto idrogeologico e alluvioni, impoverimento culturale ed economico e il conseguente abbandono della città, dalla sanità alla scuola, ai teatri, ai cinema. Tutti volti dello stesso mostro che in nome del profitto sta distruggendo la comunità di oggi e di domani», concludono. Da Athamanta ricordano che durante la manifestazione sarà messo a disposizione un microfono aperto agli interventi del pubblico. Inoltre, il documento di analisi critica del regolamento, condiviso con le realtà che hanno partecipato alla discussione e che lo hanno sottoscritto, è disponibile sul sito www.athamanta.wordpress.com.

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