Il dolore
«Festa per San Marco, ma il patrono è S. Pietro»
Avenza
Lo storico Pietro Di Pierro, in un posto, ha ricordato che ieri era San Pietro. «Sarebbe il nostro santo patrono - aggiungeva fra l’altro - Il condizionale è d'obbligo perché, per tutta una serie di motivi, gli avenzini venerano di più San Marco».
E proseguiva: «Quindi il testardo principe degli apostoli che rinnegò tre volte Gesù in modo tremendamente umano, complici anche i suoi successori (non sempre degni della cattedra), è scarsamente festeggiato. Comunque è bene ricordare che: 1) La chiesa è dedicata a San Pietro, che è citata fin dal 1187. 2) La chiesa è erede dell'omonima di Luni per cui i Canonici Lunensi trasferirono da noi il Capitolo, importante sede amministrativa del medioevo. 3)Possiamo essere fieri di avere un paio di opere d'arte notevoli che lo ricordano, la tavola centrale del trittico Ringli recentemente riacquisita (in scomodi abiti papali) e la statua della bottega postuma dell'Ordonez (attribuita a Geronimo Santacroce napoletano) nella serie destinata alla Spagna. Entrambe sono simbolo della miseria di Avenza nei secoli (da una parte saccheggiata dall'altro che elemosina sculture dimenticate all'imbarco per avere un minimo di decoro). 4) Ricordiamo che nella tradizione San Marco è spesso abbinato ai viaggi di San Pietro che se lo portava dietro come fidato segretario (anche in terra tosco ligure)», conclude la sua ricostruzione storica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google