Il Tirreno

LA POLEMICA

«Il Covid non ha paralizzato il tribunale di Massa». Dal 1° luglio ripartono le udienze in aula

Il tribunale di Massa
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Il tribunale di Massa

Il presidente Paolo Puzone replica alle lamentele di alcuni avvocati: «Ci sono uffici che hanno lavorato più di prima» 

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Massa. Alcuni avvocati di recente si sono lamentati con una serie di interventi pubblici per la quantità eccessiva di rinvii di udienze decisi dal tribunale anche dopo la riapertura del paese dopo il lockdown. A queste sollecitazioni risponde nel merito il presidente Paolo Puzone, ribadendo come le attività del tribunale abbiano rispettato le disposizioni, e confermando la ripartenza delle attività da mercoledì, il 1 luglio.

«Il malumore che scaturisce da quella che sembra una “quasi paralisi” dell’attività non è giustificato, per il semplice motivo che nessuna paralisi c’è stata nell’attività giudiziaria: vi sono stati numerosissimi rinvii delle udienze che si possono tenere solo in presenza dei soggetti interessati, perché così disponeva il decreto legge 28/2020 per tutto il periodo dal 9 marzo al 31 luglio. Solo con la legge di conversione che è in via di promulgazione in questi giorni (dopo numerose e intempestive anticipazioni) il termine del 31 luglio è stato anticipato al 30 giugno, con la conseguenza che dal primo luglio l’attività riprenderà in modalità ordinaria», scrive Puzone.

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Puzone fa un quadro del lavoro svolto dai giudici durante la quarantena «In ogni caso, tengo a precisare che nei mesi in cui le udienze sono state rinviate i giudici sono stati tutt’altro che inoperosi, avendo utilizzato il tempo non impiegato nella celebrazione delle udienze, nel redigere numerosissime sentenze; inoltre nello stesso periodo, sono state tenute moltissime udienze con le modalità previste dal comma 7 dell’articolo 83, e cioè le udienze “da remoto” con l’impiego di collegamenti video, e le udienze “a trattazione scritta”, con lo scambio di note scritte e successiva decisione del giudice. Sempre nel periodo del lockdown alcuni uffici non solo non hanno rallentato il ritmo di lavoro, ma hanno visto un incremento dell’attività, come ad esempio l’ufficio della Volontaria Giurisdizione: ovviamente le regole imposte dalle autorità sul distanziamento e sul divieto di assembramenti ha comportato disagi per l’utenza, cui è stato chiesto di accedere solo dopo una prenotazione telefonica, ma il lavoro non si è mai fermato».

Il presidente poi passa alle questioni del settore penale, dove spiega «l’attività giudiziaria è proseguita, con le limitazioni imposte dalla legge e dal 3 maggio scorso ha subito un ulteriore incremento, con la celebrazione di numerosissimi processi: anche in questo caso le restrizioni imposte, il divieto di assembramenti hanno fatto sentire maggiormente i disagi, ma questo non deve essere confuso con un blocco dell’attività che non c’è stato. In tutto il periodo del lockdown sono stato in continuo contatto con gli avvocati, con i quali molte delle scelte sono state condivise in un riconosciuto spirito di collaborazione e di condivisione. Come ho detto, dal primo luglio, e cioè da martedì prossimo, l’attività riprenderà sostanzialmente a pieno regime, anche se devo raccomandare a tutti gli utenti il rispetto delle vigenti regole, che rimangono in vigore, sul distanziamento». —


 

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