Sicurezza
«Spiagge libere, sottratto lo spazio di tutti»
Le critiche alla decisione dell’amministrazione di ampliare l’area gestita dai privati. E a Poveromo rimangono i detriti
massa
La pubblicazione della delibera della giunta comunale, quella che regola la gestione delle spiagge libere, se da un lato ha risolto alcuni dubbi dall’altro ne ha aperti di nuovi. A farsi carico di questi interrogativi è Matilde Balatresi Nocchi, tra le fondatrici del gruppo facebook “In 500 sulla battigia. Al mare solo chi può pagare l’ombrellone?”. Riportiamo il loro comunicato: «Ci fa molto piacere che la giunta si sia attivata per disciplinare finalmente anche le spiagge libere! Non possiamo però evitare di rammaricarci per il fatto che, nonostante gli “sforzi”, ad oggi, gli arenili a disponibilità collettiva siano ancora inaccessibili. Questa è per noi una manifesta violazione del principio di eguaglianza sostanziale. Da aprile di questo anno, le amministrazioni, a vario livello, si sono adoperate per la tutela degli interessi degli stabilimenti balneari, mentre per le spiagge libere si è scelto semplicemente di delegare ai Comuni la disciplina delle stesse a seconda delle peculiarità territoriali uniche di ogni zona. Nella specie, il Comune di Massa si è dimenticato per un tempo decisamente lungo, nonostante le richieste e sollecitazioni, di attivarsi in tal senso, provocando più o meno incolpevolmente la situazione odierna: persone che vanno tranquillamente in spiaggia pagando fior di quattrini, persone che vanno tranquillamente in spiaggia libera senza preoccuparsi di contravvenire ad un divieto o semplicemente ignare dello stesso e persone che seguono le regole e che vengono private di un bene collettivo e che, alla domanda di eventuali figli sul perché i loro compagni vanno al mare e loro no, provano un profondo e appassionato sconforto. Ieri la nostra amministrazione decide di pubblicare l'atto con cui il 19 giugno prende finalmente in considerazione l’argomento, seguendo una strada impervia e discutibile: affidando cioè la vigilanza sul rispetto della normativa Covid nelle spiagge libere ai gestori degli stabilimenti confinanti e ai gestori concessionari delle libere attrezzate, che si vedono attribuire, oltre agli oneri e, soprattutto agli onori di cui già godevano gli scorsi anni, uno sconto sul canone che, per delibera, potrebbe comportare un ammanco nelle casse comunali di oltre 100.000 euro, nonché un ampliamento della possibilità di occupare spazi con attrezzature proprie che, sommati a quelli già dati loro in concessione, potrebbero arrivare a coprire il 55% dell’arenile libero».
Da questo sorge una domanda: «quanto rimane di effettivo spazio per ogni lido da adibire a noi comuni mortali non fruitori degli stabilimenti balneari per scelta od impossibilità? E per quanto tempo, visto che alcuni di essi coincidono con punti critici in cui, spesso spunta il divieto di balneazione? Domanda: per quanto tempo dovremo ancora aspettare prima di poter andare al mare?».
Rimane poi la questione dei rifiuti a Poveromo, ancora non rimossi al bagno ex Polizia e che danno brutta mostra di sé da giorni. A breve pare che si tornerà in spiaggia liberamente e i rifiuti rimangono ancora lì. —
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