Il Tirreno

la protesta

La scuola in subbuglio a Massa-Carrara. «Servono nuovi spazi e assunzione precari»

Luca Barbieri
La scuola in subbuglio a Massa-Carrara. «Servono nuovi spazi e assunzione precari»

In 100 tra prof, alunni e genitori a Marina di Carrara. «Se venti studenti in classe sono troppi, il 50% degli istituti non è a norma»

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Marina di Carrara. Eppure basterebbe copiare da modelli virtuosi. Sì, perché anche se parliamo di scuola, questa volta è concesso. A ripeterlo sono i promotori della protesta, del flash-mob di giovedì 25 giugno a largo Marinai d'Italia a Marina di Carrara. In piazza, tra mascherine, volantini e distanze, per chiedere sul fronte scolastico «tempi certi, edifici sicuri, attività didattiche in presenza e assunzione del personale precario».

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Oltre un centinaio sul litorale, con il Coordinamento scuole Massa-Carrara che per la terza volta è sceso in strada e in questo caso ha tradotto sul territorio apuano la protesta del comitato “Priorità alla scuola”, che ieri ha riunito oltre 60 città, da Aosta a Palermo, passando per Carrara, appunto, per ribadire che «la scuola non va in vacanza», e che la bozza delle linee guida per il prossimo anno scolastico della ministra all'istruzione Lucia Azzolina così non va: dalla didattica a distanza che resiste, fino ai turni per mantenere nelle classi le distanze. Una protesta trasversale lungo lo stivale che ha incassato anche la partecipazione di altre associazioni e realtà.

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«Le criticità della ripresa della scuola a settembre di cui non sappiamo ancora nulla con certezza si sommano alle difficoltà che già ben conosciamo, a partire da quelle strutturali per cui era nato il gruppo dei caschetti gialli», spiega Cristina Ronchieri (insegnante, Cobas scuola e Coordinamento scuole). «Contestiamo la bozza del Piano scuola, chiedendo di tornare in sicurezza, con più spazi, in classe con i nostri ragazzi. La scuola deve tornare al centro: per quest'ultima si mettono sul tavolo 1,4 miliardi di euro, per gli F-35 14 miliardi...». In piazza i protagonisti del mondo scolastico: da qualche genitore e studente fino al blocco più corposo dei prof. Le preoccupazioni della scuola ai tempi del Covid-19 si aggiungono all'ombra delle Apuane al nodo tagli del personale (34 cattedre in meno a settembre), ma non solo. «Settembre è dietro l'angolo, ci vogliono investimenti seri e risposte veloci. Copiamo da altri modelli. 20 alunni per classe, con queste linee guida, diventano troppi e noi in provincia abbiamo problemi di questo tipo già a partire dalle scuole d'infanzia, il 30 per cento delle elementari presenterebbe criticità e il dato schizzerebbe poi oltre al 50 per cento alle medie e soprattutto nei nostri istituti superiori», dettaglia di Isa Zanzanaini (docente, Flc Cgil provinciale).

Tradotto: le classi con più di 20 alunni, quelle da rimodulare in sostanza, interesserebbero una scuola su due – a seconda del grado – a Massa-Carrara. Tra i partecipanti anche Fiorella Fambrini, della Consulta disabilità di Massa («non dimentichiamo i capitoli dell'integrazione e della disabilità nel mondo della scuola»), e tra gli altri anche la consigliera massese Elena Mosti, in doppia veste, «mancano solo due mesi e bisognerà estendere l'attenzione a tutto il personale». —

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