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Chiesto per Ferri il giudizio disciplinare Serve sì della Camera

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Chiesto per Ferri il giudizio disciplinare Serve sì della Camera

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pontremoli

Cosimo Ferri, 49 anni, deputato di Italia Viva, membro della commissione Giustizia alla Camera e magistrato in aspettativa, nativo di Pontremoli, è tra i dieci magistrati per i quali la procura generale della Corte di Cassazione, in conclusione della prima fase dell’istruttoria sull’inchiesta per le presunte nomine pilotate ai vertici delle Procure italiane (in particolare Roma e Perugia), ha chiesto il processo alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura.

Interessati dalla richiesta del pg di Cassazione, Giovanni Salvi, oltre a Ferri ci sono il pm Luca Palamara (ora sospeso), ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, leader di Unicost e considerato il centro nevralgico di un sistema di relazioni in grado di condizionare le scelte del Csm, cinque membri ex togati del Csm, ovvero Antonio Lepre, Luigi Spina, Gianluigi Morlini, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli, che si sono dimessi lo scorso anno a seguito dello scandalo di cui si occupa l’inchiesta della Procura di Perugia, l'ex pm della Dna Cesare Sirignano, l'ex pm di Roma Stefano Rocco Fava, più due magistrati segretari del Csm, per uno dei quali la richiesta di giudizio disciplinare era già stata avanzata.

Per tutti, uno dei punti contestati è l’interferenza nell’esercizio dell’attività del Consiglio superiore della magistratura in relazione all’incontro all’hotel Champagne per discutere di nomine ai vertici delle principali Procure italiane, coinvolti anche uomini politici, tra cui Luca Lotti. «Abbiamo chiesto alla disciplinare del Csm di chiedere l'autorizzazione alla Camera per l’utilizzazione delle conversazioni intercettate di Cosimo Ferri»: lo ha detto il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, in relazione al giudizio disciplinare sul caso procure, sottolineando che «per altri l'autorizzazione non è necessaria, per Ferri sì», dato che è magistrato in aspettativa perché eletto deputato, oggi nelle fila di Italia Viva dopo essere passato per il Pd.

I magistrati coinvolti dalla richiesta di giudizio disciplinare «rischiano anche le sanzioni più gravi», ha sottolineato ancora il pg Salvi durante la conferenza stampa di ieri convocata sul caso procure. —

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