Cà Michele, a Carrara salta la stagione: niente sagre né feste di partito
Dopo 30 anni si ferma la kermesse dell’Unità e con essa “il Cacciatore” e la Pubblica Assistenza. Gli organizzatori: così diamo una mano ai ristoranti
CARRARA.Sagre a Cà Michele: appuntamento rimandato al 2021. Non ci sarà la manifestazione più longeva, la festa dellUnità; ma sarà rinviata all’estate 2021 anche quella del Cacciatore e poi “appuntamento al prossimo anno” anche per Cgil e quella d'esordio targata dalla Pubblica Assistenza di Carrara.
Organizzatori tutti uniti per il “no” a alle sagre per non penalizzare ulteriormente le attività commerciali come i ristoranti. E così, per la prima volta dopo anni – a seconda dell'evento – niente feste a Bonascola nell'estate carrarese. Buon cibo, quello della tradizione, momenti di aggregazione e di dialogo spesso con i big della politica: questa la ricetta vincente in via Perla. L'emergenza sanitaria però ha fermato le edizioni 2020. A comunicarlo, direttamente da Bonascola, Ferdinando Maggiani (Fondazione “Ferruccio Bordigoni” di Ca' Michele), il segretario provinciale Pd Enzo Manenti e Paolo Gozzani con Nicola Del Vecchio della Cgil provinciale.
Chi rinuncerà per la prima volta dopo oltre 30 anni (cacciatore e unità); chi, come il sindacato, organizzerà nel 2021 l'edizione numero 19: tutti uniti da un paio di motivi. Da un lato le disposizioni: «Siamo stati tra i primi a batterci per la sicurezza sul lavoro, è anche un gesto di coerenza», sintetizza Del Vecchio; dall'altro soprattutto un «gesto politico» e cioè per non danneggiare, in questo periodo già difficile, i ristoranti e i lavoratori con l'organizzazione di sagre nelle settimane estive. «Faremo uno sforzo per mantenere le altre attività, che sono tante.
In molti hanno chiesto di ripensarci perché le feste attirano persone da più zone, ma in un momento così è giusto fare la propria parte. È la prima volta da oltre 30 anni, da quando un gruppo di compagni si autotassò e da lì iniziò tutto...», sottolinea Maggiani. «Una scelta difficile, ma andava fatta una riflessione di tipo diverso di fronte alla pandemia, ma cercheremo di sopperire alla mancanza dal punto di vista almeno degli incontri. Mancati introiti? No, a pesare maggiormente sarà la mancanza del momento di aggregazione e di confronto», spiega il segretario del parito democratico. La chiosa arriva poi dal sindacato: «Mettere al centro il lavoro significa dare un aiuto alle attività del territorio vista anche la ricaduta già drammatica sul fronte turismo. Nella scala delle priorità e dei valori abbiamo messo prima questo aspetto, rinunciando a una festa di grande aggregazione con un centinaio di volontari coinvolti».
La collinetta di Cà Michele a Bonascola (frequentata da migliaia di persone) resterà senza grigliate e tavoli all’aperto, dunque, per questa strana estate, per effetto di una decisione che è legata alle difficoltà di organizzazione legate al distanziamento ma, soprattutto, risponde all’appello lanciato più volte – vedi articolo qui a fianco – dalle associazioni del commercio di azzerare sagre e feste per non danneggiare ancora di più il settore della ristorazione, tra i più colpiti dalla crisi. —
luca barbieri
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