Il Tirreno

arpiola di mulazzo 

Sospesa l’attività alla centrale a biomasse: irregolarità antincendio

cristiano borghini

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mulazzo

Con un’ordinanza emanata lunedì, il Comune di Mulazzo sospende l’attività della centrale a biomasse di Arpiola, a pochi passi dal municipio, gestita dalla ditta Solaria srl. Intorno all’impianto, in questi anni, si era levata una protesta dai banchi dell’opposizione che reclamava più controlli a causa delle proteste dei residenti che rilevavano la fuoriuscita di fumi e odori sgradevoli, rendendo incompatibile la convivenza.

Nell’ordinanza del sindaco Claudio Novoa si fa riferimento a un sopralluogo, da parte dei Vigili del fuoco del 28 febbraio 2019, il verbale ha fatto emergere «irregolarità in materia di sicurezza antincendio e risultava in esercizio in assenza di Scia (scaduta)». Questa non ottemperanza alle regole è stata segnalata dal comando dei Vigili del fuoco alle autorità competenti il 2 ottobre, dopo che i gestori avevano deciso di ignorare una nota loro inviata l’8 marzo sempre del 2019. Questa situazione però era già nota all’amministrazione, essendole stata notificata il 3 ottobre, il giorno successivo alla segnalazione dei Vigili del fuoco alle autorità. Da ottobre però non c’è mai stato un adeguamento da parte della ditta alle normative antincendio, costringendo il municipio, a distanza di 9 mesi, a prendere la decisione di sospendere l’attività fino a quando tutto non rientrerà nella legalità.

Terreno fertile per l’opposizione di Mulazzo, questa ordinanza: «Come volevasi dimostrare la centrale a biomasse di Arpiola non poteva lavorare. Così, dopo i nostri esposti a Vigili del fuoco, Asl e Arpat, il sindaco si è visto costretto a stopparla. Adesso però vogliamo chiarezza – afferma il consigliere Alessandro Ricci - dopo mesi durante i quali Novoa non ha portato in discussione le nostre interrogazioni adesso è stato messo con le spalle al muro. Non ha avuto il buon senso di verificare che la centrale potesse lavorare, di fare chiarezza, non ha avuto il buon senso di risponderci. Adesso però diciamo basta. L’ordinanza è solo una foglia di fico e serve sapere se l'attività della centrale ha danneggiato la salute pubblica». —

cristiano borghini

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