Il dolore
L’Unione dei Comuni ha deciso Blocco totale degli eventi
lunigiana
L’estate in Lunigiana sarà un po’ più vuota. Siamo abituati a vedere il territorio esplodere di colori e vitalità portati dalle feste e sagre paesane. Eventi di tutti i generi: dalle rappresentazioni storiche fino agli eventi musicali passando per quelli enogastronomici, poi gli appuntamenti sportivi. Fiere e mercati sono inoltre l’altra grande attrazione per lunigianesi e turisti. Tutto questo finisce in stand by, in attesa che i dati sull’epidemia possano mostrare segnali incoraggianti.
L’Unione dei Comuni della Lunigiana ha infatti sottoscritto un documento condiviso da tutte le componenti, compreso Pontremoli anche se è uscito dall’ente, che dovrà essere ratificato dai singoli Comuni con un’ordinanza, certificando lo stop alle sagre e alle feste di paese. In sostanza un giro di vite più stringente rispetto ai Dpcm governativi e ai protocolli regionali, che danno la possibilità di organizzare gli eventi. In Lunigiana l’attenggiamento è invece più prudenziale, due le ragioni su tutte: l’impossibilità di avere personale sufficiente per controllare il rispetto delle norme e del distanziamento sociale, ma soprattutto la non compatibilità dei protocolli con la natura stesse delle sagre. I protocolli nazionali parlano infatti di prenotazione, una cosa che non è fattibile in una festa paesana, volta ad accogliere decine di persone per volta. Una trovata buona sulla carta, ma che non troverebbe applicazione nella realtà dei fatti.
Scompaiono così dal calendario eventi come il Mercato Medievale di Filetto, il Medievalis di Pontremoli, la Festa della Fame e della Sete a Filattiera, la storica sagra del Panigaccio a Podenzana o il Pioero Fest a Fivizzano. Ma queste sono solo una minima parte di una galassia di feste che accende le notti lunigianesi. Semaforo verde invece per quanto riguarda fiere e mercati, in cui l’applicazione delle norme troverebbe terreno più fertile: maggiore distanza tra i banchi, minor numero degli stessi e quattro o cinque clienti al massimo per volta. Non è ancora dato a sapere se gli ingressi all’area mercatale saranno contingentati o meno. Insomma anche in questo caso il rischio assembramento è alto, si dovranno introdurre regole ferree per la loro frequentazione da parte degli utenti, riducendo il caotico viavai a cui siamo abituati.
Il blocco delle sagre, se pure può fare contenti ristoratori e bar, però potrebbe generare danni collaterali: alle associazioni sportive che basano una buona parte del loro bilancio sugli introiti che vengono generati da un proprio stand, alle attività che si occupano di rifornire di prodotti alimentari, bibite e bevande le sagre. Le associazioni sportive potranno trovarsi in forte difficoltà finanziarie e si potrebbe assistere a una sorta di selezione naturale, dove a sopravvivere saranno quelle più forti economicamente. Un anno in bianco, insomma, una Lunigiana un po' più vuota e forse meno allegra, segnata da un 2020 che nessuno potrà dimenticare così facilmente. —
cristiano borghini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google