Il Tirreno

Fi: steward e soldi della Regione per le spiagge libere

Fi: steward e soldi della Regione per le spiagge libere

E Left: utilizziamo associazioni e Protezione civile Entrambi: non diamone il 10% agli stabilimenti balneari

4 MINUTI DI LETTURA





Massa

Spiagge libere formalmente off limits, in attesa dell’ordinanza che ne regolamenti l’uso; tredici spiagge anche ieri molto frequentate, nonostante alcune siano ancora piene di lavarone e rifiuti vari. Sull’argomento intervengono fra gli altri il coordinamento comunale di Forza Italia e Left, laboratorio politico, su fronti opposti ma con proposte non lontane.

Nella sua analisi, Forza Italia premette che «L'affollamento ed il mancato distanziamento dei bagnanti sulle spiagge libere non è una problematica relativa solo a Marina di Massa. Basta leggere i quotidiani locali per verificare che quanto sta avvenendo sulle spiagge libere del nostro arenile non ha nulla di diverso di quanto avvenuto a Camaiore, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Viareggio». L’esempio, da prendere, secondo Fi e il suo coordinatore Domenico Piedimonte, è la costa romagnola: qui, spiega, la Regione Emilia Romagna «partecipa ai costi sostenuti dai comuni (vedi Cesenatico, Rimini, Riccione) che hanno dato un contributo ad alcune cooperative locali per avere degli steward: all'interno delle spiagge libere si occupano delle problematiche relative all'applicazione del rispetto delle normative relative al Covid 19». Quindi, Forza Italia, «da sempre sensibile alla necessità di creare opportunità di lavoro, seppur stagionali, chiede un immediato intervento della Regione Toscana per avere dei contributi e consentire entro il primo luglio di poter individuare dei soggetti (associazioni, cooperative o altro) che prendano in carico il servizio di steward per garantire la sicurezza delle spiagge libere del nostro meraviglioso litorale». E ancora: «A Massa abbiamo solo 13 spiagge libere al posto delle 27 di Cesenatico e quindi potremmo proporre di replicare quell'esempio con 3 squadre che andranno ad occuparsi della zona della Partaccia, della zona di Marina Centro e della Zona di Ronchi Poveromo».

Fi fa appello anche «sulle eccellenti abilità, conoscenze e capacità dell'assessore al Bilancio Pierlio Baratta; assessore che meglio di noi saprà capire da quale capitolo attingere non più di 50 mila euro come anticipo per spese sanitarie. Perchè di una cosa siamo certi: seppur riuscissimo a convincere la Regione Toscana a dare il suo contributo per queste spese, i tempi non saranno sicuramente così brevi da consentire da consentire di finanziare e far decollare il progetto che proponiamo nei prossimi 10 giorni». «In Forza Italia, riteniamo che avere 13 spiagge libere a Marina di Massa sia una risorsa per il territorio e non un problema. Con un po' di logica matematica, chiunque dovrebbe ricordarsi che fino a poco fa esse erano 20: le 7 mancanti al conteggio sono già state sottratte alla libera disponibilità di cittadini e turisti. Nella proposta di Forza Italia è scontata la richiesta di collaborazione ai balneari. Anche tramite un loro contributo alle spese per gli steward. E siamo certi che, per il bene del turismo, il loro aiuto possa esserci anche senza che occupino neanche il 10% delle attuali spiagge libere».

Left: associazioni e protezione civile

Su tutt’altro fronte politico, Maurizio Bonugli e Andrea Biagioni di Left, ricordano: «Gli arenili liberi sono un patrimonio prezioso. Sono l’unico strumento democratico e gratuito nelle mani di tutti per poter godere delle spiagge e del mare. Ora però le cose, anche a Massa, potrebbero cambiare, in peggio. Diversi enti locali (…anche il nostro Comune?) sembrano orientati ad affidare queste aree ai gestori privati aumentando così gli spazi delle loro concessioni ed il loro “potenziale” commerciale, in cambio di un po’ di pulizia e del controllo dei bagnanti da parte dei loro lifeguard. Il tutto, ovviamente, riducendo le dimensioni e gli spazi disponibili delle spiagge libere e la gratuità del loro godimento. Visto che questa estate si può andare al mare e visto che l’estate è arrivata, l’Amministrazione deve trovare le soluzioni organizzative e le risorse necessarie per garantire a tutti (e per tutti) la libera e gratuita fruizione degli arenili nel rispetto delle distanze e delle regole di sicurezza sanitaria perché, occorre ribadirlo, anche le spiagge sono un bene comune fondamentale e irrinunciabile. Le chiacchiere stanno a “zero”! Il Sindaco, senza ulteriori “scivolamenti” privatistici (affidando cioè agli stessi concessionari privati anche il controllo delle rimanenti spiagge libere), deve attivare la miglior collaborazione con la Protezione civile, con le Associazioni, con le Pro Loco affidando agli ausiliari e ai volontari la gestione organizzata dell’accesso al mare anche a chi non potrà permettersi di affittare una sdraio o un ombrellone in un bagno privato. E, nel frattempo, sarebbe il caso di rimuovere -senza perdere altro tempo, quelle montagne puzzolenti di lavarone che stanno infestando in più punti il nostro litorale», si aggiunge.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa