Il Tirreno

Disperso a Bagnone, passa la notte tra i monti

Chiara Sillicani
Disperso a Bagnone, passa la notte tra i monti

Con lui è rimasto un soccorritore del Sast. Portati in salvo padre e figli sul Pizzo d’Uccello. E una coppia ha dormito sul sentiero

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MASSA. Meno male che il Soccorso alpino e speleologico c’è. Sì perché è grazie al Sast - per dirlo con un acronimo - che numerosi escursionisti sono riusciti a tornare a casa sani e salvi questo weekend. Complice forse la paura di assembramenti e contagi, tanti scelgono la montagna, ma spesso, sui sentieri arrivano i problemi. Dolori articolari, difficoltà ad individuare il percorso giusto, paura quando la via si fa impervia. Tra sabato e domenica gli uomini del soccorso alpino hanno riaccompagnato a valle 6 persone.

A Bagnone
Ha passato la notte sui monti, ma fortunatamente non solo: con lui c’erano i soccorritori del Sast. 57 anni, originario di La Spezia, si è perso nei monti, in località Vico, nel comune di Bagnone. Lontano dal sentiero, mentre cercava funghi,si è ritrovato in un canalone, ad oltre mille metri di altitudine: è riuscito a chiedere aiuto e per le ricerche si sono attivati i vigili del fuoco e il Sast, presente anche una squadra del Tas (Topografia Applicata al Soccorso) per geolocalizzare l’uomo. I soccorritori sono riusciti a stabilire dove si trovasse e a raggiungerlo in piena notte, alle 2 circa. Verificato che era in buone condizioni di salute, hanno deciso di evitare spostamenti con il buio: sono rimasti quindi con l’uomo fino alle prime luci del mattino. Verso le 6 è cominciata la discesa.

Sul Pizzo d’Uccello
Quelli sul Pizzo d’Uccello sono tra i sentieri più impegnativi delle Apuane e su quei sentieri, in questo weekend, i soccorritori del Sast sono dovuti intervenire ben due volte.Il primo intervento sabato pomeriggio: la richiesta di aiuto è arrivata da tre escursionisti, padre e due figli, che si trovavano sotto la cresta di Capradossa, nel gruppo del Pizzo d’Uccello, appunto. I tre avevano sbagliato sentiero e si erano ritrovati su un pendio impervio, con placche di roccia. Allertato il 118, la stazione Sast di Carrara si è messa in contatto con i 3 e li ha guidati fino a Capradossa dove sono stati raggiunti da due tenici della stazione. I due figli sono rientrati al rifugio Donegani. Per il padre, invece, è stato necessario l’interveno dell’elisoccorso: accusava forti dolori alle anche e al ginocchio e non riusciva a proseguire.

Giusto il tempo per assicurarsi che tutto fosse andato bene, e alla stazione è arrivata un’altra chiamata. La richiesa di aiuto arrivava, questa volta, da un ragazzo e una ragazza che stavano percorrendo la via Marathon, sempre sul Pizzo d’Uccello. La coppia ha contattato il soccorso alpino e ha valutato, con i tecnici, di evitare la discesa con il buio. Equipaggiati per affrontare la notte, con cibo, acqua e sacchi a pelo, sono rimasti sulla via Marathon. E ieri mattina, dopo aver nuovamente chiesto aiuto e consiglio al soccorso alpino e speloeologico, sono scesi in corda doppia. Due escursionisti esperti che hanno chiesto aiuto e sostegno al Sast, ma che sono riusciti a tornare all’auto da soli.

Un weekend davvero impegnativo per il Soccorso alpino e speleologico che ricorda di scegliere sentieri e percorsi in base alle proprie capacità e alla propria preparazione.

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