Toscana
Spiagge libere: i controlli ai balneari in cambio di 10% di arenile “privatizzato”
Saranno i bagni confinanti a occuparsi del distanziamento e della pulizia. In arrivo anche un sistema di prenotazioni
massa
Arriva a giugno quasi terminato la delibera della giunta comunale per la regolamentazione delle soste sulle spiagge libere del litorale massese. Dai prossimi giorni, dunque, si potrà tornare, in tutta sicurezza, ad usare le spiagge libere. Il documento, non ancora pubblicato sull’albo pretorio del comune, prevede una serie di disposizioni per tornare ad usufruire di questi spazi pubblici che al momento risultano ancora accessibili solo per il transito per ragioni di sicurezza legate all’emergenza coronavirus. Il vicesindaco Andrea Cella, che detiene la delega al turismo spiega bane cosa ci sarà nel provvedimentoi: «Si tratta di linee di indirizzo per gli accordi che verranno siglati con i balneari adiacenti alle spiagge libere. Questi soggetti collaboreranno con noi nella gestione delle spiagge, in cambio di una riduzione del canone demaniale e di un aumento del 10% della loro spiaggia. Quest’ultima soluzione è stata pensata per arginare, almeno parzialmente, il calo di postazioni che molti hanno dovuto subire».
I balneari saranno incaricati di monitorare il rispetto delle prescrizioni: «Si occuperanno della pulizia delle spiagge, della sorveglianza, metteranno a disposizione dei frequentatori degli arenili liberi i propri servizi igienici, segneranno le presenze all’accesso ai varchi e si impegneranno a spiegare le prescrizioni adottate. Abbiamo avuto un confronto costante con i rappresentanti di categoria, quasi tutti i balneari interessati sono già stati contattati, e chi più chi meno si è detto soddisfatto di questa soluzione. Non ci sarà una spiaggia sguarnita».
Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere il ritardo di questo provvedimento, perché al momento non è ancora possibile sostare su questi spazi pubblici: «Abbiamo lavorato duramente, perché a differenza di altre realtà abbiamo molte spiagge libere con diverse caratteristiche. C’era da valutare diverse situazioni e di conseguenza trovare la soluzione migliore. Di conseguenza si è deciso di non militarizzare le spiagge e di avallare l’ipotesi di consentire gli accessi previa prenotazione: la spiaggia libera è come una piazza, e se uno vuole andare alle sei di mattina e stare tutto il giorno non possiamo e non vogliamo mandarlo via; oppure se uno vuole andare semplicemente a camminare sulla spiaggia non gli si può negare. Insomma, abbiamo voluto garantire i diritti delle persone, adottando una scelta più soft e prudente».
In questi giorni erano infatti trapelate le intenzioni, poi confermate, della giunta di collaborare con gli stabilimenti adiacenti a questi spazi; il neo costituito gruppo facebook “In 500 sulla battigia” aveva avanzato delle perplessità circa questa soluzione, segnalando che forse una gestione diretta sarebbe stata più economica. Anche questa ipotesi, ci racconta sempre Cella, era stata pensata, tuttavia: «La gestione diretta sarebbe stata un’avventura più rischiosa nonché costosa; si parla di 100.000, 200.000 euro se non di più. Il rischio sarebbe stato di creare un sistema faraonico per nulla. Anzi un modo più cauto e lasco, anche se siamo sempre pronti ad intervenire con delle correzioni. In questo momento non c’è ancora stato quel grande afflusso di persone come negli altri anni, anche se credo questo fine settimana sarà l’ultimo con un pubblico moderato; vedremo come si evolverà la situazione, e se dovessero presentarsi delle criticità interverremo all’uopo». In attesa che gli accordi vengano siglati, la sosta nelle spiagge non è ancora consentita: «In questo fine settimana non sarà ancora possibile, ma siamo alle conclusioni formali degli accordi». A questo punto la domanda è: le persone, con questo caldo e queste belle giornate, stanno rispettando il divieto di sosta su questi spazi? —
ivan zambelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
