Sicurezza
Al via lo sciopero di chi lavora al Cup «Precari, mal pagati»
massa-carrara
Inizia domani, fino a mercoledì, lo sciopero dei lavoratori del Cup a Massa-Carrara, che protestano per la loro condizione lavorativa di precarietà. «Delusi, stremati e sfruttati gli addetti dei CUP nella loro protesta fin quando non arriveranno risposte concrete, risposte vere e definitive - scrivono Cgil, Cisl e Uil in una nota - pur rappresentando il vero front office della Asl, sono uomini e donne sempre appesi al filo della precarietà, oggetto di progressive riduzioni nei diritti e nei salari ad ogni cambio di appalto».
Prosegue: «Il periodo Covid ha segnato per loro un ulteriore stress, nessun lavoro agile, nessuna riduzione di orario, nessuna attivazione degli ammortizzatori sociali, più di una operatrice ha contratto il virus nella totale indifferenza da parte dei gestori del servizio. Finita l’emergenza è arrivata la mannaia del cambio di appalto che si rivela ancora una volta “una coperta corta” che non copre i costi salariali, non rispetta gli adeguati livelli di inquadramento professionali, non copre tutte le ore lavorative». Secondo i sindacati il «Consorzio nazionale servizi (Cns) che ha vinto l’appalto su tutta la Toscana non garantisce l’adozione del contratto pertinente rispetto ai servizi resi, e neppure il mantenimento del contratto attuale indebolendo ancora una volta la posizione lavorativa delle persone. Tutto questo è inaccettabile e non può lasciare indifferenti né la nostra Asl Nord Ovest né la Regione Toscana».
Cgil, Cisl e Uil chiedono dunque l’internalizzazione del servizio anche per Massa-Carrara e Livorno (lo gestisce l’Asl in Versilia e nell’area Pisana), perché «le coop si aggregano in Consorzi e in Ati per poi applicare i contratti di lavoro più disparati e utilizzare il dumping per aumentare i loro profitti speculando sulla pelle dei lavoratori. L’ultima assemblea ha espresso una forte determinazione di tutte le operatrici e gli operatori esasperati da un sistema che li ha stremati e preoccupati per il futuro di loro stessi e delle loro famiglie». —
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